Covid, quei medici “disobbedienti” e coraggiosi che sono andati a casa dei malati per curarli

giovedì 28 Gennaio 15:14 - di Redazione
Covid medici

Curare a casa loro i malati di Covid per non intasare le terapie intensive è possibile? No per il governo e i protocolli; sì per molti medici sparsi in tutta Italia. Le terapie intensive e gli ospedali sono le strutture più sotto pressione. Perché allora non si aiutano le terapie domiciliari? Perché non si permette la cura dei pazienti nelle loro case? Alcuni medici, disobbedendo ai “protocolli” del ministro Speranza lo hanno fatto e con successo. naturalemnte con tutte le precauzioni del caso. La loro testimonianza si trova in una bella inchiesta di Mario Giordano su La Verità.

Covid, vietato andare a casa dei pazienti

Un’inchiesta condotto attraverso le testimonianze dirette di tanti medici di base  uniti in rete  vari gruppi web (Medici in prima linea, Ippocrate.org, tra i principali). Sin dall’inizio dell’emergenza, i protocolli del ministero hanno impedito ai medici le visite nelle abitazioni. Ci si è limitati a prescrivere Tachipirina e a ricoverare quando era troppo tardi. Sempre più dottori, tuttavia, hanno iniziato a “ribellarsi” per così dire, a curare e in molti casi  salvare vite.

Covid, una rete di medici “disobbedienti”

Spesso ci si sente dire che prima di recarsi in ospedale o al pronto soccorso sarebbe meglio seguire le indicazioni dei medici di base. Questi però sulla carta non hanno la possibilità operativa di recarsi nei domicili. Epperò in tutta coscienza, i medici di famiglia, medici ospedalieri, medici volontari nei centri Covid, medici in servizio nelle Asl di tutta Italia sostengono tutti la stessa cosa. Che i malati vanno curati, anche a casa, quelli con sintomi lievi . Così potrebbero essere presi in tempo e stoppare un ricovero evitabile.

Un paziente: “A quest’ora non sarei qui”

Giordano nella trasmissione “Fuori dal coro”  ha portato vari medici di base, anestesisti, volontari ma soprattutto i loro pazienti, alcuni anche molto anziani: tutti hanno ammesso che “se non avessimo trovato un medico che ci curava per tempo, oggi non saremmo più qui”. Il che si abbina, purtroppo, al rovescio della medaglia, a chi non è più tra noi: i parenti dei deceduti che lamentano  la stessa storia: «Quando ti ammali sei solo, chiami e non ti risponde nessuno». «Non posso dire che così abbiano ucciso mio padre», ci hanno detto per esempio due fratelli di Torino. «Ma di certo non hanno fatto niente per salvarlo». Il racconto di Giordano prosegue.

Covid, perché non si consentono le terapie a domicilio?

Domanda delle domande: “Ma perché non si fa niente per salvare chi si ammala di Covid fino a quando non arriva in ospedale? E perché chi invece cerca di anticipare le cure con le terapie a domicilio rischia di essere fuorilegge?” Sarebbe utile soprattutto per la prevenzione:”una dottoressa, auscultando una paziente, si è accorta che aveva la polmonite interstiziale due giorni prima che risultasse positiva al test del Covid. Aver anticipato di due giorni il ricovero di quella paziente, anziana e con patologie pregresse, probabilmente le ha salvato la vita”, leggiamo nella bella inchiesta.

Un anno fa molti medici scrissero a Speranza, ma…

Invece, almeno per ora, e le indicazioni ufficiali,  hanno puntato tutto sull’ospedalizzazione dei malati, tendendo a escludere o a limitare fortemente le visite domiciliari per i malati di Covid. E pensare che il 24 aprile scorso medici di una certa notorietà scrissero al  ministero chiedendo proprio questo: potere  «intervenire nella fase iniziale della malattia» perché «se si contengono i sintomi anziché attenderne l’evoluzione si può controllare il Covid». Quell’appello è stato ignorato. Il perché non è dato sapere. E bene ha fatto Mario Giordano a portare in Tv questa situazione.

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