Corrado Augias da ridere: “Di Maio era un barbaro” quando stava con Salvini, oggi “è uno statista”

giovedì 14 Gennaio 17:05 - di Lucio Meo

Che metamorfosi, questo Luigi Di Maio, che trasformazione: da barbaro, quando stava con Salvini, a grande politico oggi che sta con Conte. Ne è convinto, con dichiarazioni involontariamente comiche, Corrado Augias, già giornalista impegnato a sinistra in tutte le sedi e sprezzante con la destra, che parlando con i “contiani” del “Fatto Quotidiano” arriva a rinnegare perfino se stesso. Sentitelo cosa diceva nel 2018, quando parlava sulla Sette di Luigi Di Maio e di Matteo Salvini, sperando di ravvivare la memoria allo stesso Augias…

Corrado Augias nel 2018: Di Maio, un barbaro…

Corrado Augias commentava le azioni dei due leader della maggioranza Matteo Salvini e Luigi Di Maio utilizzando un paragone che ci riporta al tempo dei regni romano-barbarici. Solo due anni e mezzo fa…

Luigi Di Maio? Non è più un ‘barbaro’, è diventato un uomo di governo, politicamente più onesto di Matteo Renzi“. Così il giornalista e scrittore Corrado Augias, ospite de ‘La Confessione’ di Peter Gomez, direttore del Fatto Quotidiano on line, in onda venerdì 15 gennaio alle 22.45 su Nove, ha smentito se stesso e  una sua definizione in cui si riferiva all’attuale ministro degli Esteri e all’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini come “barbari, non in senso dispregiativo, ma in senso classico”.

“Ha fatto apprendistato al governo…”

“E’ ancora un barbaro Di Maio?, ha chiesto il conduttore. “Il suo apprendistato politico, posso aggiungere un po’ a nostre spese, è stato il governo – ha spiegato Augias – Oggi il Di Maio ministro degli Esteri non ha nulla a che vedere con il ragazzo che voleva mettere in stato di accusa il presidente della Repubblica: non ha nulla a che vedere, è diventato un uomo di governo“. Inoltre, è “politicamente più onesto” del leader di Italia Viva Matteo Renzi, che proprio in questi giorni minaccia di far cadere il governo Conte, perché “di Maio ha scelto la sua strada: vuole stare al governo, gli piace fare il ministro, addirittura adocchia la poltrona di primo ministro”.

Con la benedizione di Augias, a quanto pare, e anche di quelli del “Fatto”, che forse già quando il giornalista lo definiva un barbaro loro lo consieravano uno statista…

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