Conte si aggrappa ai virologi di sinistra. Galli: «Il governo non può cadere, c’è il Covid»

giovedì 14 Gennaio 18:34 - di Leo Malaspina
massimo galli

Il sessantottino Massimo Galli, preoccupato forse più di un governo di centrodestra che di una ulteriore emergenza Covid (ma più emergenza di questa, con il record di morti e la scarsità di vaccini, caro professore?), viene meno alle sue stesse premure e scende pesantemente sul terreno politico. Con un monito: il governo non deve cadere, altrimenti si rischia grosso. Non è solo un ragionamento sulle elezioni anticipate, il suo, ma proprio un puntello a Conte. Non va bene neanche un altro governo-lampo, è proprio questo esecutivo che non va toccato, altrimenti il virus si arrabbia.

La crisi del governo Conte per il professor Massimo Galli

“Credo che questo sia l’ultimo dei momenti per mettersi a fare quello che”, comunque andrà a finire, “sarà un ulteriore rallentamento delle cose” che aiuterebbero a lasciarci alle spalle l’incubo Covid-19. Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco e dell’università degli Studi di Milano, preoccupato che l’attuale momento politico possa complicare ulteriormente la gestione della pandemia. “E’ evidente – dichiara l’esperto all’Adnkronos Salute – che la cosa peggiore possibile in una situazione emergenziale è avere una stanza dei bottoni depotenziata, dai poteri limitati e di conseguenza amputata nella sua efficienza”.

“Qualcuno – osserva Galli – dice che il Governo attuale non è l’espressione migliore perché questa cosa”, la gestione dell’epidemia di coronavirus, “venga fatta al meglio. Però la mia esperienza di persona che ha lavorato nel settore pubblico per tutta una vita mi porta ad affermare che, in determinate situazioni, i tempi e i modi di adeguamento legati ai cambiamenti rischiano di essere tali da rendere più pericoloso il cambiamento rispetto alla stabilità. E lo dico – tiene a precisare il medico – anche se non sono mai stato per il mantenimento a oltranza di nessuna cosa, anzi ho sempre avuto un forte interesse a possibilità migliorative e meritocratiche”.

La sinistra tanto cara al luminare del “Sacco” di Milano

“Sono ancora di sinistra? Lo sono sempre stato in vita mia”, aveva dichiarato solo qualche giorno fa il professor Massimo Galli, a L’aria di domenica. “Avevo 17 anni nel ’68, come molti coetanei ho fatto parte di una cultura che non rinnego nemmeno per un pezzettino. Sono consapevole che il tempo passi e la storia si modifichi, ma questo non significa rinnegare. Sono ancora di sinistra? Lo sono sempre stato in vita mia”, aveva detto Galli. Oggi dichiara di non fare politica, ma quando si tratta di lanciare funi di salvataggio a Conte…

L’infettivologo contro le lobby di potere

“Qui ci sono delle decisioni fondamentali da prendere”, avverte Galli, “in termini di misure di restrizione dei movimenti da una parte, da accompagnare auspicabilmente con la campagna vaccinale più vasta possibile e con la campagna di diagnostica più vasta possibile. Queste” secondo l’infettivologo escluso dal Cts, “sono le 3 cose che, messe assieme, potrebbero portarci in un periodo ragionevolemente breve fuori da questo maledetto guaio. Però bisogna avere anche gli attributi per farle”, aggiunge.

“E magari bisogna essere capaci di ragionare – ma questo vale anche e soprattutto per le stanze dei bottoni periferiche, visto che gli interventi di tipo sanitario competono prevalentemente alle Regioni – mostrando un po’ meno sensibilità all’influenza di gruppi di interesse, lobby e quant’altro, che poi per certi versi fanno il loro stesso danno. Perché a furia di aprire e chiudere, di chiudere e aprire – conclude il medico – va male per tutti”.

 

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