Caos vaccini, niente seconda dose ai furbetti. Moderna protegge dalle varianti britannica e sudafricana

lunedì 25 Gennaio 18:55 - di Roberto Frulli

Mentre imperversa il caos dei vaccini fra accuse e controaccuse, minacce di iniziative  legali contro le aziende produttrici che hanno dirottato le dosi promesse verso altri Stati e accertamenti sui furbetti che si sono fatti vaccinare saltando la fila, l’azienda statunitense Moderna fa sapere che, dagli studi emerge “un’attività neutralizzante” nei confronti delle mutazioni “emergenti” in particolare per quanto riguarda quelle provenienti da Regno Unito e Sudafrica.

“La vaccinazione con il vaccino Moderna ha prodotto titoli neutralizzanti contro tutte le principali varianti emergenti testate, comprese ‘B.1.1.7’ e ‘B.1.351’, identificate per la prima volta rispettivamente nel Regno Unito e nella Repubblica del Sud Africa“, rivela l’azienda riportando alcuni risultati del lavoro scientifico disponibile al momento in versione pre-print.

“Siamo incoraggiati da questi nuovi dati” ammette Stéphane Bancel, Chief Executive Officer di Moderna.

“Rafforzano la nostra fiducia sul fatto che il vaccino anti-Covid di Moderna possa essere protettivo contro queste nuove varianti” del coronavirus Sars-CoV-2 “individuate”.

“Mentre cerchiamo di sconfiggere il virus che ha causato la pandemia – dice il Ceo di Moderna – crediamo che sia fondamentale essere proattivi mentre si evolve”,

“Per un’abbondanza di cautela e sfruttando la flessibilità della nostra piattaforma mRna – ha spiegato Bancel – stiamo promuovendo un candidato vaccino di richiamo contro la variante del Sudafrica per determinare se sarà più efficace nell’aumentare i titoli” anticorpali “contro questa e altre potenziali varianti future”.

Non si placano intanto le polemiche per i ritardi nella consegna dei vaccini dovuti alla decisione delle aziende produttrici di dirottare altrove parte delle dosi dei vaccini acquistate dall’Italia con il rischio fondato che non si faccia in tempo a fare i richiami obbligatori.

Secondo il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, il ritardo nella consegna dei vaccini di Pfizer “è francamente superato perché ci hanno detto che consegneranno già nella prossima settimana il numero di dosi atteso. E poi verrà fatto il recupero anche sulle dosi mancanti. Il problema si è risolto. Quello che serviva a Pfizer era uno stop di alcuni giorni per poter potenziare il ciclo produttivo.

Mentre si annunciano tempi difficili per i furbetti che hanno saltato la fila.

Nessun richiamo, in Sicilia, per i furbetti che hanno ricevuto la prima dose di vaccino anti Covid senza averne diritto, annuncia il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.

“Non hanno titolo e quindi non c’è assolutamente possibilità che gli venga somministrato la seconda dose. Farlo – ha aggiunto il governatore – significherebbe incoraggiare i furbetti e farli moltiplicare”.

Quanto i ritardi nella consegna delle dosi di vaccini, dopo l’annuncio da parte di AstraZeneca di tagli nelle consegne delle dosi previste nel primo trimestre in Europa, la Commissione Europea ha fatto sapere che non intende cambiare gli obiettivi, “molto ambiziosi”, relativi alle vaccinazioni della popolazione Ue contro la Covid-19 annunciati la settimana scorsa.

Il ruolino di marcia prevede l’80% degli ultraottantenni e l’80% del personale sanitario immunizzato entro fine marzo e il 70% della popolazione adulta dell’Unione vaccinata entro fine estate.

Alla domanda se la Commissione stia pensando di avviare un’indagine sulle imprese che hanno annunciato ritardi, volta ad accertare eventuali condotte anticoncorrenziali, il portavoce capo Eric Mamer ha replicato eludendo la questione: “non commentiamo mai su cose del genere”.

Al contempo la Commissione Europea sta pensando di istituire un registro ad hoc per  avere tutte le esportazioni di vaccini dall’Ue verso Paesi terzi registrate e approvate in futuro.

Il registro, che dovrebbe essere efficace in pochi giorni, registrerà quali produttori forniscono dosi di vaccini, prodotti nell’Ue, a Paesi terzi.

In più, i produttori avrebbero bisogno di un permesso per esportarli. Ottenerlo non dovrebbe essere un problema per le esportazioni a fini umanitari: il focus sarà sulla trasparenza, secondo le fonti

“La disponibilità non facile di vaccini è il primo inghippo di una serie di inghippi” che con ogni probabilità si presenteranno nel corso della campagna di profilassi contro Covid-19, avverte il virologo dell’università Statale di Milano Fabrizio Pregliasco. Che invita a mettere in conto tutti gli imprevisti che potrebbero verificarsi. Compreso lo slittamento annunciato di 4 settimane della vaccinazione di massa agli over 80. “Dobbiamo lavorare in un’ottica di immunità di gregge“, spiega l’esperto all’Adnkronos Salute.

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