Caos vaccini, Boccia azzarda promesse: «4 milioni di dosi a febbraio. Siano garantiti». Arriveranno?

sabato 30 Gennaio 16:20 - di Prisca Righetti
vaccini Boccia

Caos vaccini, Boccia azzarda promesse: «4 milioni di dosi a febbraio». Ma davvero potremo contare sull’arrivo delle forniture, sulla consegna nei tempi, sulla somministrazione rapida ed efficace? Interrogativi che oggi sono stati al centro di una riunione convocata dal ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, con le Regioni. Primo punto all’ordine del giorno, l’adeguamento del piano vaccini. Un tema su cui si sono confrontati sia il ministro che il titolare del dicastero della Salute, Roberto Speranza, come il commissario straordinario all’emergenza coronavirus, il super incaricato Domenico Arcuri, chiamati a fare il punto sula situazione tra urgenze sanitarie e crisi di governo. Una triplice, che nel ritorno della gran parte delle Regioni in zona gialla, che concorda su un dato, sottolineato da Boccia in partenza: «RT a 0.84 indica che le misure restrittive di Natale hanno funzionato». Dunque, il governo plaude a se stesso. Ma una voce fuori campo intona note di preoccupazione che potrebbero rovinare la festa. Ed è quella del professor Matteo Bassetti, che dalle colonne de La Stampa di oggi, vira su un allarme strisciante con l’allentamento delle misure: «Se la zona gialla sarà un happy hour si creeranno nuovi focolai e torneremo presto in rosso».

Vaccini, Boccia: «In arrivo a febbraio 4 milioni di dosi»

Allora? Allora si procede come sempre per tentativi. Stando alla situazione delineata oggi dal vertice con Boccia, Speranza e Arcuri, «i dati elaborati ieri dalla cabina di regia dimostrano che le misure restrittive di Natale hanno funzionato. Aver riportato l’RT a 0.84 è il segno del duro lavoro comune fatto con il sacrificio di tutti gli italiani. Non è stato semplice. Ma il paese oggi ha reti sanitarie in sicurezza. Mentre tutta Europa è in grande difficoltà. E alcuni paesi sono tuttora in lockdown nazionale». Eppure, mentre i ministri plaudono al loro operato, il piano vaccinale ancora non è a regime. Con il caos di autorizzazioni e consegne che indurrebbe a frenare entusiasmo e risoluzioni tempestive.

«Pressione sulle aziende farmaceutiche per il rispetto delle forniture»

Tanto che, lo stesso ministro Boccia nel corso della riunione rileva: «Ovviamente non possiamo abbassare la guardia fino all’entrata a regime dei vaccini. Continuiamo a mantenere alta la pressione sulle aziende farmaceutiche per il rispetto delle forniture. A febbraio gli ulteriori 4 milioni di vaccini in arrivo che si sommano ai due già arrivati devono essere garantiti. E, soprattutto, noi dobbiamo somministrarli in tempi rapidissimi». Più che i termini dell’impegno, dunque, il ministro lancia una promessa d’impegno. E altrettanto fa sulla vexata quaestio ristori. “Sui ristori per le attività che sono rimaste chiuse c’è l‘impegno mantenuto dal governo con lo scostamento di 32 mld già approvato dal parlamento. L’impianto del nuovo decreto è pronto per essere approvato non appena si insedierà il nuovo governo». Ancora una promessa e un rinvio per la sua realizzazione. Tutto, ancora una volta, è rimandato. Almeno a dopo il fatidico martedì della prossima settimana.

 

 

 

 

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