Benny G, polemiche per la bambina che spopola sui social in pose sexy. La madre: è felice così

venerdì 29 Gennaio 11:52 - di Adele Sirocchi

Benny G è una cantante neomelodica, una influencer molto seguita sui social, in particolare su Instagram e Tik Tok dove i suoi video sono molto apprezzati. La cosa non interessa solo gli amanti del genere perché il fatto è che Benny G ha 10 anni e si è scatenata una legittima polemica sull’uso del suo corpo, con pose e ammiccamenti inadatti alla sua età, allo scopo di ottenere like. La mamma di Benny ha assicurato che la bimba è felice così e che i video glieli carica lei.

Benny G, non solo spettacolo trash

Tutto sotto controllo quindi? Neanche un po’. Quello di Benny G è un caso esemplare che riguarda l’uso dei baby cantanti nel genere neomelodico. Un uso che non si risolve solo in uno spettacolo trash ma che comporta anche lo sfruttamento del corpo dei minori, bambini e bambine, trattati come adulti. Tra l’altro Benny G, in uno dei video di successo dove canta “Bello pazzerello“, si esibisce con Ornella Zocco, indagata dalla Procura di Firenze che l’accusa di avere pubblicato sui social contenuti che istigano al suicidio.

Benny G, un film racconta la sessualizzazione precoce delle bambine

A settembre era divampata la polemica attorno al film Cuties, distribuito su Netflix, una commedia della regista debuttante franco-senegalese Maimouna Doucouré. Il film racconta di una bambina di 11 anni che cerca attraverso la danza di allontanarsi dalla cultura musulmana della famiglia di origine. Il film denuncia la precoce sessualizzazione delle ragazzine e la discussione nasceva dall’interrogativo seguente: certi atteggiamenti risultano compiacenti verso gli istinti dei pedofili? Alle critiche s’aggiungeva la voce secondo la quale, durante i casting, 650 ragazzine hanno dovuto twerkare in reggiseno davanti (pare) a una crew di (presunti) uomini, una situazione giudicata al limite del criminale. Twerkare, cioè sculettare, è proprio quello che fa anche Benny G.

Il paragone con il film “Bellissima”

C’è chi tira in ballo il film Bellissima, dove Anna Magnani sogna per la figlioletta un destino da star del cinema. Ma il paragone è un po’ azzardato. Nel film la bambina fa un provino recitando una poesia, senza i pericoli legati a una sessualizzazione precoce. Nulla vieta a una madre di sognare per la propria figlia una vita di successo. Altro discorso è farne una replicante di Elettra Lamborghini da dare in pasto ai social. Allo scopo di aumentare il budget familiare. Insomma, c’è una differenza tra l’amore e lo sfruttamento.

Il modello dell’influencer può fare danni enormi

Il Giornale, nel riferire della vicenda, riporta un report degli psicologi dell’infanzia: «Il modello di successo dell’influencer e l’adrenalina di sentirsi potenzialmente gratificati in tempo reale dai mi piace per qualsiasi esibizione social, stanno facendo danni enormi. Un circolo vizioso del quale spesso fanno parte integrante anche i genitori, cioè proprio quei soggetti che dovrebbero proteggere i bambini».

La madre di Benny G

La madre di Benny G, incurante dei recenti dibattiti sulla pericolosità dell’uso dei social da parte dei minori, si vanta invece del successo della talentuosa pargoletta e non ha altro da replicare ai suoi critici se non lo scontato: “Siete invidiosi, Benny è la numero uno, vorreste avere il suo successo”. Il padre le fa eco: “Pensate a fare l’amore, serenamente”.  Il che fa cadere le braccia anche a chi invoca proprio la famiglia come argine alla confusione tra realtà e realtà virtuale nelle menti poco strutturate dei bambini.

 

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