Attenzione: caduta coalizioni. Conte vuole il proporzionale per liquidare il centrodestra

lunedì 18 Gennaio 16:39 - di Lando Chiarini
Conte

È l’aspetto più politico del discorso di Conte alla Camera. Persino più della porta sbattuta in faccia a Matteo Renzi o dell’allusione ad un nuovo partito, ovviamente il suo, aperto a «forze liberali, popolari e socialiste». Qual è? Semplice: l’annuncio della legge elettorale proporzionale. Un sistema fatto apposta per vellicare il naturale istinto italico alla frammentazione e quindi alla ricerca della mediazione al ribasso e infine all’ingovernabilità. Era così anche nella Prima Repubblica. Ma c’erano partiti di massa, sorretti da ideologie forti. C’era, soprattutto, la cornice del bipolarismo internazionale Est-Ovest che assicurava una macrostabilità di sistema pur in presenza di una instabilità di governi. La porta sbatteva, ma il cardine restava fermo.

Per eliminare Renzi basta lo sbarramento al 4%

Oggi sarebbe diverso. Ma a Conte frega assai poco. Aveva necessità di tirare in ballo il proporzionale per una serie di ragioni che partono da Renzi e arrivano a Salvini e (soprattutto) alla Meloni. Se agli occhi del primo evoca la ghigliottina della soglia di sbarramento. per gli altri due è l’anticamera di un nuovo arco costituzionale che li lascerà all’opposizione da qui all’eternità. Già, tutto si tiene nel discorso di Conte: l’appello alle forze che abbiamo visto, il perimetro della Ue come terreno comune e, infine, il proporzionale. Significa tanto spazio per Forza Italia e centristi, eventuale per la Lega, nessuno per FdI.

Fermare il piano di Conte

Non lo comprendiamo se ci limitiamo a guardare il fermo-immagine. Visto così, il discorso di Conte dice poco. Ma come trailer di un film promette molto poiché il proporzionale riporta il baricentro della sovranità politica in Parlamento sottraendolo agli elettori. Significa che non voteremo più coalizioni unite ma partiti in ordine sparso, che formeranno maggioranze e governi dopo il voto. Per giunta, in un contesto internazionale in cui l’Ue rappresenta il perimetro politico-valoriale al di fuori del quale non c’è vita. A governare saranno solo gli invitati alle manovre di Palazzo. Ecco perché non sbaglierebbe il centrodestra ad inventarsene una tutta sua. È l’unica strada per scombinare il piano di Conte, di cui è, con ogni evidenza, la vittima designata.

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