Ashli Babbit come Carlo Giuliani. Ma la sinistra ha già dimenticato il ragazzo con l’estintore? (video)

venerdì 8 Gennaio 15:47 - di Viola Longo
ashli babbit carlo giuliani

Il poliziotto è al riparo in una rientranza, appostato. Tiene la pistola con due mani, esita, aspetta il momento giusto, poi esce più allo scoperto e spara un colpo secco, ben assestato: per Ashli Babbit non c’è più nulla da fare. Nuovi dettagli emergono sulla morte della prima vittima dell’assalto a Capitol Hill grazie a un altro video che sta facendo il giro dei social. Nel primo si vedeva solo quello che era accaduto dopo: i disperati tentativi di salvare la donna. In questo si vede come è stata uccisa. E non rimane spazio per i dubbi sul fatto che quella morte non sia stata accidentale. Tra i molti che hanno rilanciato il video ci sono anche l’eurodeputato di FdI, Carlo Fidanza, e il giornalista Mario Adinolfi. Entrambi – e non sono i soli – accostano la morte di Ashli Babbit a quella di Carlo Giuliani, sottolineando le reazioni diverse a sinistra.

“Dove siete finiti, ipocriti?”

“Dove sono quelli che hanno dedicato un’aula del nostro Senato a Carlo Giuliani? E quelli che si inginocchiano per ogni afroamericano ucciso dalla polizia? Dove siete nascosti, ipocriti!?“, ha chiesto dalla sua pagina Facebook, Fidanza, rilanciando il video. “Per Carlo Giuliani, la cui morte ha dinamiche peraltro meno intenzionali, ci son strade intitolate e canzoni. Per Ashli un vago disprezzo. Perché?“, si è chiesto anche Adinolfi. Anche la leghista Susanna Ceccardi ha chiesto perché “chi ha sostenuto la beatificazione di Carlo Giuliani non fa altrettanto con i fatti di Washington?”, mentre il senatore Simone Pillon ha profetizzato che per Babbit e le altre vittime “non ci saranno Boldrine in ginocchio”.

Ashli Babbit e Carlo Giuliani: l’ipocrisia della sinistra

E in queste ore sono in molti a interrogarsi sulle reazioni della sinistra. Sui social e nei commenti ai giornali: ovunque trovino spazio il dibattito e la riflessione su quanto accaduto a Capitol Hill. Con l’hashtag #AshliBabbit, infatti, sono tantissimi i commenti che si soffermano sulla disparità di valutazioni a sinistra, dove sulle pagine social di esponenti di spicco, come appunto la Boldrini, non si rintracciano commenti di condanna per l’assassinio, ma neanche di pietà per la vittima. Semmai, come accaduto con Giorgio Gori, si registrano note di disprezzo per quelle file di cui Babbit faceva parte.

Un atteggiamento che non fa che confermare il doppiopesismo e la faziosità che imperano da quelle parti e che non arretrano neanche di fronte alla morte di una giovane donna, la cui colpa principale – a quanto si capisce – prima ancora dell’aver partecipato a un evento deprecabile, dev’essere stata quella di non essere schierata dalla “parte giusta” e, semmai, di non aver avuto il giusto colore della pelle.

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