Verifica, scompare la task force sul Recovery. Ma Renzi rilancia: «La palla è in mano a Conte»

martedì 22 Dicembre 15:37 - di Michele Pezza
Renzi

Prendere tempo e procedere a piccoli passi. Da mano di poker, la verifica imposta da Matteo Renzi diventa partita a scacchi. Con un primo risultato leggibile nel giorno dell’incontro tra Conte e la delegazione di Italia Viva: la task force sul Recovery Fund è scomparsa. Ma non finisce qui. «Ci siamo presi qualche ora, Iv preparerà un suo documento sul Recovery che darà a Conte», fa infatti sapere la capodelegazione Teresa Bellanova uscendo da Palazzo Chigi. Ore necessarie a Renzi per capire quanto ancora può tendere la corda senza farla spezzare. Anche per questo ha messo la Bellanova nei panni del poliziotto buono, e se stesso in quelli del cattivo. E così, mentre la ministra usa toni più concilianti verso il premier, lui attiva la sua e-news per tempestare di richieste Palazzo Chigi.

Renzi: «Attivare il Mes sanitario»

A cominciare dall’utilizzo dei 37 miliardi del Mes sanitario. Un obiettivo scelto con cura, perché gli offre l’opportunità di incunearsi tra Conte e il M5S portandosi dietro parte del Pd. «Su ciascun punto continuiamo a insistere, a cominciare dal Mes», avverte infatti Renzi. E per dimostrare che fa sul serio, annuncia di aver già raccolto 9mila firme in calce alla petizione on line per l’utilizzo di quei fondi. E a chi lo taccia d’irresponsabilità cita la lettera da lui inviata al premier una settimana fa. Lì, assicura, c’è la prova della serietà delle intenzioni di Iv. Significa niente poltrone, men che meno rimpasti.

Ma Salvini: «Le sue minacce di crisi valgono zero»

«Confidiamo – auspica – che Conte questa lettera l’abbia letta. Vedremo se vorrà dare delle risposte. La palla adesso è nelle mani del premier, dipende solo da lui». Ma l’attivismo di Renzi sta stancando gli alleati. È soprattutto il Pd a non nascondere la propria insofferenza. La si coglie in pieno nello sprezzante giudizio del ministro Giuseppe Provenzano. «Italia Viva – ricorda – è un partitino col 2 per cento. Non lo dico io, ma i sondaggi». Duro anche il commento di Matteo Salvini, che pure aveva guardato senza pregiudizi alla verifica di governo voluta da Renzi. «Le sue minacce di crisi – dice il leader leghista – hanno una credibilità pari allo zero».

 

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