Vaticano ‘scandaloso’: “Sì ai vaccini ottenuti da feti abortiti, se non ci sono alternative in campo”

lunedì 21 Dicembre 15:11 - di Redazione

Si può fare.  E’ “moralmente accettabile” l’utilizzo di vaccini ottenuti con cellule da feti abortiti. Se non ci sono altre chance”. Così una nota della Congregazione per la dottrina della fede. Che ha ricevuto il placet di papa Francesco.

Il Vaticano dice sì all’uso di vaccini da cellule fetali

Notizia scandalosa? Il Vaticano minimizza la portata emotiva della tesi. E spiega. L’avallo non è un via libera all’aborto. Dal momento che sono in gioco vite umane. “Quando non sono disponibili vaccini contro il Covid è eticamente ineccepibile”, scrive l’ex Sant’Uffizio. “E’ moralmente accettabile utilizzare i vaccini anti-Covid-19. Che hanno usato linee cellulari provenienti da feti abortiti. Nel loro processo di ricerca e produzione“.

Per accettabili il Vaticano si riferisce a quelli utilizzati nei Paesi dove non vengono messi a disposizione vaccini senza problemi etici. O in cui la loro distribuzione è più difficile. “A causa di particolari condizioni di conservazione. E di trasporto. O quando si distribuiscono vari tipi di vaccino nello stesso Paese. Ma, da parte delle autorità sanitarie, non si permette ai cittadini la scelta del vaccino da farsi inoculare”.

Inutili polemiche nell’opinione pubblica

La precisazione del Vaticano sulla questione, come scrive il dicastero, ” è spesso al centro di insistenti dibattiti nell’opinione pubblica. In questi ultimi mesi, sono pervenute a questa Congregazione diverse richieste di un parere sull’uso di alcuni vaccini.  Nello stesso tempo, vi sono stati differenti pronunciamenti sui mass media di vescovi, associazioni cattoliche ed esperti. “Fra loro diversificati e talvolta contraddittori. Che hanno anche sollevato dei dubbi riguardo alla moralità dell’uso di questi vaccini”.

Le indicazioni della Congregazione per la dottrina della fede

“Poiché sono già a disposizione i primi vaccini contro il Covid-19, questa Congregazione  vuole offrire alcune indicazioni per un chiarimento in materia. Non si intende giudicare la sicurezza ed efficacia di questi vaccini. Pur eticamente rilevanti e necessari. Ma soltanto riflettere sull’aspetto morale dell’uso di quei vaccini contro il Covid-19. Che sono stati sviluppati con linee cellulari provenienti da tessuti ottenuti da due feti abortiti non spontaneamente”.

Il dovere morale e la salute collettiva

La ragione fondamentale per considerare moralmente lecito l’uso di questi vaccini è che il tipo di cooperazione al ‘male’ dell’aborto procurato sia remota. “Il dovere morale di evitare tale cooperazione materiale passiva non è vincolante se vi è un grave pericolo. Come la diffusione, altrimenti incontenibile, di un agente patogeno grave. In questo caso, la diffusione pandemica del che causa il Covid-19”.

La vaccinazione non è un obbligo morale

Nello stesso tempo, annota l’ex Sant’Uffizio, “appare evidente che la vaccinazione non è, di norma, un obbligo morale. E che, perciò, deve essere volontaria. In ogni caso, dal punto di vista etico, la moralità della vaccinazione dipende non soltanto dal dovere di tutela della propria salute. Ma anche da quello del perseguimento del bene comune”.

Infine, ricorda la nota, “vi è anche un imperativo morale. Per l’industria farmaceutica, per i governi e le organizzazioni internazionali, di garantire che i vaccini, efficaci e sicuri dal punto di vista sanitario“.

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