Vaccino, Conte fa lo spiritoso: «È una punturina». Ma le supercazzole su razzia di fiale e No vax sono peggio

mercoledì 30 Dicembre 15:22 - di Ginevra Sorrentino
Conte sul vaccino

Conte sul vaccino fa lo spiritoso. E provando a sfoderare la carta “simpatia”, sorvolando su polemiche europee e caos No vax, nella conferenza di fine anno a un cronista chiede: «Lei lo farà il vaccino? Chiariamo che è una punturina non dolorosa»… Ma ci vuole ben altro che una battutina per esorcizzare le paure degli italiani. Chiarire i loro dubbi. E convincere tutti, sia favorevoli che contrari all’immunizzazione vaccinale, che quanto accaduto fin qui tra bugie cinesi, sgambetti di Berlino, e caos da Dpcm, che tutto va bene. Ironizzare non basta. Specie se, come ha fatto il premier a stretto giro dalla battutina di fine anno, nel campo delle recriminazioni entrano arogmenti come la patente di immunità. La discussione in corso sulla vaccinazione obbligatoria anche per i dissidenti. La guardia da tenere alta visto il rischio incombente di una terza ondata del virus (varianti comprese)…

Conte sul vaccino prova a fare lo spiritoso: «È una punturina non dolorosa»

Altro che «punturina non dolorosa». Il vaccino, e tutto il corollario di polemiche politiche e dubbi gestionali che accompagnano l’arrivo delle prime fiale in Italia, stanno facendo male al governo e al suo premier. In termini di calo di consensi registrati dagli ultimi sondaggi. E anche in merito all’incidenza del nostro ruolo nel contesto Ue. Dove, solo nelle ultime 48 ore, abbiamo dovuto incassare l’ultimo sgarbo diplomatico, stavolta inferto dalla Germania della Merkel “assopigliatutto” che, a dispetto di accordi e savoir faire, si è accaparrata per tempo più dosi di vaccino rispetto agli partner europei, gabbati e sconcertati. Tanto che, “punturina” a parte, la reazione alla razzia tedesca di fiale del vaccino, provoca qualche mal di pancia anche allo stesso Conte.

Altro che “punturina”: la prima stilettata è già arrivata dalla Merkerl…

Che non a caso, a riguardo, si è visto costretto e commentare prima. E a correggere il tiro, poi. Dichiarando: «Sul vaccino si è scelto un fronte compatto Ue». Che, va da sé, prevederebbe «il divieto di approvvigionamento bilaterale». Ma, corre subito ai ripari il premier: «non ho detto che la Germania ha violato il piano vaccinale». Salvo poi aggiungere, a stretto giro, che però negli accordi «c’è un articolo che fa divieto ai Paesi che aderiscono al piano vaccinale europeo di concludere con le stesse ditte accordi bilaterali. Ho letto anche io i giornali. Non ho elementi di conoscenza dettagliati», ha poi spiegato il premier alternando ma a se, all’insegna di un sempre salvifico “ma anche”…

Le supercazzole di Conte su patente di immunità e No Vax

Non solo. Quando la discussione rientra nei confini di casa nostra, Conte anticipa – ma non troppo – le misure al vaglio su vaccino, terza ondata dell’epidemia e restrizioni in vista. E allora, sulla patente di immunità annuncia: «Faremo le valutazioni». Aggiunge: «Ci sono proposte per una valutazione per una maggiore mobilità per chi fa il vaccino». Salvo poi concludere con un però finale stigmatizzato con un classico: «Non abbiamo deciso nulla». E ancora. Si parla di terapie monoclonali? E il premier asserisce: «Nel giro di qualche settimana si consolideranno anche le terapie monoclonali, anche esse molto efficaci. L’Italia esprime un livello di eccellenza invidiato… A Siena sono in fase molto avanzata per questi anticorpi monoclinali». Tutte cose note. Così come il passaggio sui vaccini che nulla toglie e nulla aggiunge. E  su cui Conte si è limitato a sottolineare: che per il vaccino «per adesso ci sono categorie prioritarie. Non interverremo con un vincolo, un obbligo, ma con la comunicazione. Spiegheremo bene, in termini scientifici, per arrivare a tutte le categorie». Ma gli argomenti su cui far leva, però, restano ancora nel più rigoroso riserbo…

E su stato d’emergenza e terza ondata…

E se nulla di nuovo arriva dal premier sul fronte dello stato d’emergenza e dalla trincea della epidemia in corso, dobbiamo accontentarci di apprendere che «lo stato di emergenza lo prorogheremo fino a quando sarà necessario per mantenere i presidi di Protezione civile che ci consentono di gestire l’emergenza». Che ciò «non significa che facciamo saltare l’assetto costituzionale: è una previsione di norma». E che, infine, se il governo riuscirà «a coordinare le azioni anche a livello europeo, siamo tutti più forti e tutti più resilienti». Del resto, al momento del mancato colpo di scena finale, Conte aggiunge che «la potenziale terza ondata la affronteremo con le nostre misure». Ma che, perché c’è sempre un ma, «dobbiamo solo capire se queste varianti, che hanno un tasso di contagiosità più elevato, ci richiederanno l’aggiustamento delle nostre misure». Insomma, resta ancora da decodificare parecchio. L’unica certezza, al momento, è che il vaccino è una «punturina non dolorosa»...

 

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