Un altro errore del nuovo Dpcm: il 19 e il 20 dicembre si rischia la grande fuga dal Nord

venerdì 4 Dicembre 14:50 - di Alberto Consoli
Fuga dal Nord
Torna l’incubo fuga dal Nord. Il 19 e il 20 dicembre, ovvero l’ultimo week end in cui si può partire prima delle festività natalizie «rischiamo di rivivere quello che successe nella notte fra il 7 e l’8 marzo». Un allarme molto concreto quello lanciato  a Mattino 5 dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. Alla domanda diretta  se teme una nuova ‘fuga dal Nord’ ha risposto che il rischio concreto c’è eccome. Un rischio che il nuovo  Dpcm in qualche modo incoraggia. Lo spostamento tra regioni anche gialle è infatti uno degli aspetti più misteriosi delle norme. Per usare un eufemismo.

Fuga dal nord: il rischio c’è

«Il rischio è proprio quello – ha sottolineato Fontana -. Proprio perché oggi possiamo prevederlo, dovremo cercare di attrezzarci perché ci sia particolare attenzione nelle stazioni, negli aeroporti e da tutti i luoghi da cui la gente potrebbe partire. Bisognerà parlare con le Prefetture e con le forze dell’ordine. Per evitare che si creino più danni che lasciare la libertà a tutti di circolare nel periodo natalizio».

Fuga dal Nord, l’allarme di Fontana

La parte del nuovo Dpcm in cui si impedisce il passaggio da comune a comune nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno «è una limitazione discriminante, nei confronti di chi vive in un piccolo comune. Ma anche di quelle attività commerciali, ristoranti, bar che se si trovano in un piccolo comune non hanno la possibilità di ricevere ospiti rispetto a quelli che si trovano in una grande città e questa possibilità ce l’hanno».  «Questa valutazione soprattutto l’abbiamo fatta nei confronti dei tanti anziani che magari non hanno la possibilità di incontrare i propri cari nelle festività natalizie. Questo è l’aspetto sul quale abbiamo puntato le nostre critiche», ha aggiunto il governatore.

Scene  di panico

Tutti ricordiamo le scene di panico alla stazione di Milano e negli aeroporti dei primi di marzo.  Da Palazzo Chigi era appena  filtrata una bozza di decreto sull’allargamento delle zone rosse. Si presagiva quello che poi fu, con divieto di entrata e uscita a tutta la Lombardia e ad altre 11 province del nord. Era solo una bozza pubblicata dai giornali on line e si scatenò il disastro. Ora che il Dpcm c’è con tanto di norma messa nera su bianco, c’è da giurarci che le persone si “organizzeranno”… Bel disastro firmato Conte. Con la speranza che abbiano imparato dagli errori.

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