Rampelli (FdI): “Paolo Rossi è stato un campione anche nella vita . Le nostre bandiere s’inchinano” (video)

giovedì 10 Dicembre 12:59 - di Redazione

Campione nello sport, campione nella vita. “E’ rimbalzata la notizia della morte di Paolo Rossi, definito eroe silenzioso. Simbolo della vittoria azzurra nei Campionati del mondo del 1982. Sentiamo il dovere di ricordare il suo talento sportivo”. Così Fabio Rampelli ha ricordato il grande campione toscano, intervenendo in Aula dai banchi di Fratelli d’Italia.

Rampelli: Pablito è stato un campione nella vita

Ma ‘Pablito’, così definito per la leggendaria tripletta contro il Brasile, è stato innanzitutto un campione nella vita. Ci sono tanti modi per vivere la competizione sportiva”, dice il vicepresidente della Camera. tra gli applausi di tutta l’Aula. “Si possono conquistare primati su primati, diventare per questo famosi in tutto il mondo, strafare, vivere sopra le righe oppure si può essere esempio riconosciuto di tutto un popolo. Paolo Rossi ha vissuto la sua uscita di scena in modo sobrio ed elegante. Davanti al suo transito terreno le nostre bandiere s’inchinano”.

“Ci sono tanti modi di vivere lo sport. E il successo”

Rampelli ha voluto omaggiare il grande calciatore scomparso ieri anche sui social. “Pablito ci ha lasciati stanotte, ha combattuto come un leone, ha perso la partita contro la malattia, ha vinto quella con l’esistenza”. Quando ero un atleta azzurro di successo- scrive Rampelli –  il mio allenatore mi diceva sempre che un campione è tale se sa essere esempio nello sport come nella vita. Altrimenti è solo un talento, un atleta baciato dalla fortuna. Magari perfino immeritatamente, che compie gesti fisici fuori dalla norma, una specie di macchina per primati. ” Paolo Rossi è invece – conclude il parlamentare di FdI –  il campione vero che l’Italia ha scoperto nei mondiali di calcio in Spagna del 1982.  Resterà indimenticabile per le sue prodezze e i gol con cui battemmo il Brasile. Ma non si drogava, non era alcolizzato, non viveva sopra le righe, non ha mai fatto patti col diavolo, ha vissuto la sua uscita di scena dal calcio e dalla venerazione degli italiani con dignità e sobrietà“.

 

 

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