Nella maggioranza volano gli stracci, ma Pd e M5S fanno di tutto per non mollare la poltrona

venerdì 11 Dicembre 19:04 - di Fabio Silvestri

Riceviamo da Fabio Silvestri e volentieri pubblichiamo 

Questo Natale potrebbe segnare il canto del cigno per il governo e il movimento grillino. Il susseguirsi di liti e minacce all’interno dei Cinquestelle autorizza a pensare che la loro fine, così come quella del governo, sia prossima. Da un lato il presidente del Consiglio si sente forte della consapevolezza di parlamentari che non saranno rieletti dopo questa esperienza, dall’altra il movimento è attraversato da malumori e contrasti.

Pd e M5S uniti solo in nome del potere

Chi è legato alla poltrona – ministri, sottosegretari ecc. ecc. – sa di non poter mai più ricoprire simili incarichi; chi ha conservato un minimo di dignità politica e personale non se la sente di continuare a tradire il mandato ricevuto dagli elettori. In questa lotta intestina si inseriscono i malumori di una maggioranza unita solo dalla bramosia di potere e dalla certezza di essere minoranza alle prossime elezioni.

In maggioranza volano gli stracci

Il buon Renzi, nominatosi fondatore di questo governo, non raccoglie crediti, confinato dai sondaggi in quel 3% figlio di clientele, ma non di ragionamenti politici; il buon Zingaretti ritiene di aver già vinto, dando una parvenza di partito al suo Pd e sapendo benissimo di non essere in grado di incidere sulle prossime battaglie elettorali; tutto intorno una messe di politici più o meno datati in cerca di visibilità, ma avviati sulla strada dell’oblio, vedi Brunetta. A questo punto si sa che vittima dell’insipienza politica, dell’incapacità e della mancanza di strategie è sempre il popolo. In maggioranza volano gli stracci.

Il M5S decide sempre in antitesi col M5S

La verità è che i soldi che arriveranno (se arriveranno) dall’Europa saranno mal spesi, ma soprattutto non saranno in grado di promuovere la tanto sperata rinascita italiana. Avremo un mare di debiti per spese improduttive che alimenteranno i soliti carrozzoni elettorali, ma che nulla di concreto lasceranno. Il Movimento 5 Stelle, da rivoluzionario contro la casta si è trasformato in essa; da paladino dei deboli si è trasformato in difensore dei poteri forti. Ora chiede l’adesione alla famiglia socialista europea, ma fino a ieri era contro tutti i partiti. In sintesi finora il M5S ha deciso, in ogni occasione, in antitesi con quanto sbandierato in campagna elettorale. Quale sarà il suo futuro? Ai posteri l’ardua sentenza.

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