Meloni visita le mogli dei pescatori: “Le conosco, sono felice per loro. Ma l’Italia ne esce male” (video)

giovedì 17 Dicembre 14:33 - di Luciana Delli Colli
meloni pescatori

Contenta per i pescatori e le loro famiglie, un po’ meno per come ne esce l’Italia. Nel giorno della liberazione dei 18 marittimi di Mazara del Vallo sequestrati in Libia per 108 giorni, Giorgia Meloni è andata a portare il saluto suo e di FdI alle mogli e ai parenti che si trovavano ancora in Piazza Montecitorio, dove da tempo erano in presidio permanente per non far cadere nel dimenticatoio la vicenda dei propri cari.

Meloni visita le famiglie dei pescatori

“Sono contenta per le persone che conosco molto bene“, ha spiegato Meloni, visitando quella tenda della solidarietà che la Croce Rossa ha fornito alle famiglie, proprio grazie all’interessamenti di FdI, nella persona del vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli. “Ci ho tenuto a venirvi a salutare personalmente. La notizia era troppo importante”, ha detto Meloni alle famiglie. “Sono contenta per voi, almeno potrete passare il Natale insieme ai vostri cari. C’è voluto tempo, ma – ha ribadito Meloni – sono contenta che vi possiate riabbracciare”

“Conte non si è mai visto, mai una parola di conforto”

“Noi abbiamo cercato di fare la nostra parte in questa storia, ci siamo incontrati diverse volte qui in piazza, nella tenda che era stata allestita”, ha spiegato la leader di FdI, spiegando che quella di oggi è “una giornata felice, per me e per noi di FdI, perché abbiamo imparato a conoscere le mogli, le madri e i figli dei 18 pescatori, che sono stati per un lungo tempo qui in Piazza Montecitorio all’interno di una tenda di solidarietà alla quale il presidente del Consiglio non si è mai fatto vedere. Non è mai passato – ha ricordato Meloni – a portare una parola di conforto”.

Non è una vittoria politica o diplomatica

La gioia però è tutta sul piano personale, perché se invece si analizza la vicenda dei 18 pescatori sequestrati in Libia dal punto di vista politico e diplomatico c’è poco di cui stare allegri. “Non la considero una vittoria della diplomazia né della politica italiana, perché 108 giorni per liberare 18 pescatori innocenti, che stavano pescando in acque contestate sul piano del diritto internazionale, sono un’enormità”, ha chiarito Meloni.

Meloni: “108 giorni sono un tempo intollerabile”

“Il segnale che noi continuiamo a dare, sul piano internazionale, è che ognuno ci può mettere i piedi in testa. Non sarà sfuggito a nessuno che sono serviti 5 giorni per liberare dei pescatori da parte della Turchia“. “Evidentemente qualcuno ha argomentazioni più convincenti di quelle avute dal governo italiano. In ogni caso meglio tardi che mai, sono contenta che Conte, probabilmente per scappare dai dibattiti con Renzi ad andare in Libia a risolvere la questione. Però, obiettivamente – ha concluso la leader di FdI – il tempo che c’è voluto è intollerabile”.

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