Loredana Bertè ironizza su Conte: «Pensierosa? Sì, ho preso appunti sugli ultimi dpcm…»

martedì 22 Dicembre 16:43 - di Sara Gentile
Loredana Bertè

Loredana Bertè ironizza su Conte. Si scatena durante la finale di The Voice Senior, il programma condotto da Antonella Clerici su Rai1, che ha portato alla vittoria di Erminio Sinni  del team Bertè. Poco prima dell’annuncio del vincitore, però, la cantautrice ha fatto una battuta sui dpcm.  Il tutto è iniziato con la Clerici che ha voluto salutare i quattro giudici della prima edizione del talent.

Loredana Bertè ironizza su Conte

Nel rivolgersi a Loredana Bertè, la conduttrice ha sottolineato la sua curiosa abitudine di annotare pensieri sul suo taccuino: «Loredana ti vedo pensierosa, non scrivi più sul tuo libretto rosso? Va tutto bene?». La cantante ha raccolto l’appunto della Clerici e l’ha sbalordita con una battuta: «Eh sì, perché ho preso appunti sugli ultimi dpcm di Conte, se vuoi te li spiego». La Clerici ha risposto: «No, no grazie».(GUARDA VIDEO)

Gerry Scotti critica il governo

Loredana Bertè non è stata l’unica a ironizzare o criticare le scelte del governo. Solo pochi giorni fa Gerry Scotti aveva detto: «Pensano ai rimpasti, intanto la gente non arriva a fine mese». Durante un collegamento telefonico con l’emittente Rtl 102.5, aveva attaccato duramente Conte e Renzi.

L’attacco a Conte e Renzi

Il popolare conduttore non ha fatto sconti al premier e al leader di Italia Viva. «Questa mattina come tutte le mattine – ha detto Gerry Scotti su Rtl – mi sono guardato un po’ di telegiornali su varie reti e mi faccio un’idea: che i partiti politici passino il tempo, sotto Natale, con tutte queste difficoltà a litigare e a parlare di rimpasti lo trovo disarmante. Di fronte alla situazione di tanta gente che ha il problema di arrivare a fine mese». E poi ancora: «Per lo meno che si mettano d’accordo e ci diano un senso di serenità almeno da quel punto di vista. Questa situazione di litigiosità in parlamento è aumentata in quantità e peggiorata come qualità. Io ho fatto parte di quella prima Repubblica in modo marginale. Quando passavo io i grandi capi sorridevano, ma smettevano di parlare di ciò di cui stavano parlando».

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