La bomba di Dagospia: “Da Italia Viva aiutino al fidanzato di Maria Elena Boschi”. A spese nostre…

sabato 19 Dicembre 14:14 - di Gigliola Bardi
maria elena boschi fidanzato

Non solo “manine” ostili. Nella maggioranza di governo pare che si siano anche diverse “manine amiche”, pronte a inserire in questa o quella norma un articolo o un emendamento che, guarda caso, finisce per favorire qualche congiunto. Stavolta è capitato dalle parti di Italia Viva. Il deputato Luciano Nobili ha presentato un emendamento alla finanziaria per allargare di molto le maglie dei ritocchini estetici che si possono fare dai dentisti. Con tanto di finanziamento di 3 milioni per i corsi di formazione. Piccolo dettaglio: Giulio Berruti, fidanzato di Maria Elena Boschi, ha all’attivo anche uno studio di odontoiatria con i colleghi di università, nel quale esercita tra un film e l’altro.

Dagospia su Maria Elena Boschi e l’aiutino al fidanzato

A sganciare la bomba è stato Dagospia, dopo che La Verità aveva già acceso i riflettori su quell’emendamento che in questo momento di crisi così particolare sembrava un tantino fuori contesto. “Non bisognava andare molto lontano per scoprire chi ci guadagnava con l’emendamento di Italia Viva“, si legge sul sito. “Indovinate chi ha uno studio dentistico aperto con i compagni di università e che ancora esercita nei ritagli di tempo, dopo la specializzazione in estetica del sorriso?. Ma certo – prosegue l’articolo di Dago – il perseguitatore di paparazzi Giulio Berruti, il ”+1” della Madonna di Laterina, al secolo Maria Elena Boschi, che tra l’altro si è concessa una importante ‘rinfrescata’ al viso tra zigomi piallati e labbra gonfiate. Era una prova generale, si è immolata per vedere se chi si occupa di denti è anche bravo con le punturine?”.

Il vizietto della maggioranza

L’emendamento, una volta emerso l’affaire, è stato ritirato. “Per evitare strumentalizzazioni”, ha spiegato lo stesso Nobili, salito alle cronache estive per una foto in barca proprio con Meb. Ma il caso resta. C’è poi il tema del precedente: quella norma del decreto Rilancio che ha depenalizzato il reato di peculato rispetto al mancato versamento della tassa di soggiorno, portando un certo beneficio al padre della fidanzata di Giuseppe Conte, nei guai per non aver versato due milioni alle casse del Comune di Roma e che in virtù di quella norma si è visto revocare la condanna. E dire che quando si è saputa la notizia, appena qualche giorno fa, proprio Italia Viva è stata in prima linea a urlare contro la norma “salva furbetti”, insinuando che si trattasse di una “legge ad familiam”.

 

 

 

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