In Russia il vaccino day c’è già stato, 150mila dosi iniettate. Ma gli scienziati non si fidano

sabato 12 Dicembre 17:30 - di Adele Sirocchi

L’efficacia del vaccino contro il covid Sputnik V sviluppato in Russia è del 96,2%. Lo sostengono i risultati preliminari nel corso dei trial annunciati dalla commissione di controllo indipendente a Mosca mentre sono già state vaccinate 150mila persone negli ospedali della capitale, “il numero più alto di qualsiasi altro Paese al mondo”, ha rivendicato il direttore dell’Istituto Gamaleyva che lo ha sviluppato.

L’efficacia di Sputnik è del 96 per cento

L’efficacia di Sputnik è del 96,3 per cento dopo la prima dose e del 96,2 dopo la seconda, ha reso noto Ramil Khabriyev, che fa parte della commissione di controllo.

Russia, vaccino: somministrazione iniziata il 5 dicembre

L’impiego del vaccino oltre i trial era iniziato lo scorso 5 dicembre solo per le persone considerate a rischio ma gli ospedali ora vaccinano chiunque a causa della scarsità di richieste a causa dei timori sulla sicurezza del prodotto.

In un primo momento, il Fondo diretto per gli investimenti che commercializza il vaccino all’estero, aveva citato una efficacia del 95 per cento. I dati relativi ai trial non sono stati pubblicati e per questo la comunità scientifica internazionale ha espresso scetticismo sul ritrovato russo. Fra i Paesi che hanno acquistato il vaccino ci sono India, Uzbekistan, Messico, Nepal, Egitto e Venezuela.

I virologi italiani: il vaccino Pfizer è sicuro

La paura di sottoporsi ai nuovi vaccini non c’è solo in Russia. In Italia i virologi si affannano a cantare le lodi del vaccino anti-Covid prossimo all’arrivo anche in Italia che sarà “efficace e sicuro”. E garantirà “una protezione che, se tutto andrà per il meglio, potrebbe avvenire prima del temuto ritorno del coronavirus Sars-CoV-2 nel periodo autunno-invernale 2021”. Non hanno dubbi i relatori del quarto Congresso nazionale della Società italiana di virologia (Siv-Isv), organizzato da Guido Antonelli, Arnaldo Caruso e Massimo Clementi. All’evento, che si è svolto online, hanno partecipato centinaia fra i principali ricercatori del settore, italiani e stranieri.

Fra gli altri anche Guido Silvestri, della Emory University di Atlanta negli Usa, ha voluto dissipare “ogni possibile dubbio sull’efficacia e sulla sicurezza del nuovo vaccino Pfizer“, che il colosso americano ha sviluppato in collaborazione con la tedesca BioNTech, e che “contribuirà sicuramente, insieme ad altri vaccini presto in arrivo sui mercati internazionali, a contenere, e poi speriamo tutti a bloccare per sempre, la pandemia di Sars-CoV-2”.

 

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