Il dramma di Mauro Bellugi, ex-terzino di Inter e nazionale: amputate entrambe le gambe

martedì 22 Dicembre 18:55 - di Redazione

Il 2020 non sarà ricordato come annus horribilis solo per la pandemia, ma anche per le disgrazie registrate nel mondo dello sport, in particolare del calcio. L’ultima – per fortuna non irrimediabile come quella toccata in sorte prima a Diego Armando Maradona e poi a Pablito Rossi – riguarda Mauro Bellugi. L’ex difensore di Inter, Napoli e Bologna, oggi 70enne, ha infatti subito l’amputazione di entrambe le gambe. Bellugi era ricoverato in ospedale dal 4 novembre scorso dopo essere risultato positivo al Covid-19. Il difensore combatte però da tempo con una patologia che lo aveva colpito agli arti inferiori.

Bellugi era ricoverato per Covid

Come è tipico di questo ceppo, il virus ha finito per aggravare la situazione. Infatti, le condizioni dell’ex-calciatore si sono subito fatte allarmanti fino a richiedere l’intervento d’urgenza per complicanze. A raccontare la sua drammatica storia è stato lo stesso Bellugi nel corso di una video-chiamata con il giornalista Luca Serafini, sul sito altropensiero.net. Fortuna che lo spirito di combattente che ha sempre sfoggiato sul campo da gioco non lo ha abbandonato neanche in questa drammatica circostanza. «Il Covid mi ha tolto anche la gamba con cui feci gol al Borussia Moenchengladbach», ha infatti esordito nella sua chiacchierata con Serafini. Quella rete realizzata contro i tedeschi nella partita di Coppa dei Campioni del 3 novembre 1971, vinta 4-2 dall’Inter è l’unica della sua carriera.

«Metterò le protesi di Pistorius»

Eguale forza d’animo Bellugi ha mostrato nel momento in cui ha immaginato a come sarà la sua vita dopo l’amputazione. Ha infatti già deciso che non rinuncerà a camminare, e neppure a correre. Lo farà, ha assicurato, grazie  a delle protesi: «Prenderò quelle di Pistorius – ha detto sorridendo al giornalista -, così nei corridoi degli studi televisivi ti sorpasserò». Dopo aver chiuso la carriera di calciatore, Bellugi aveva intrapreso la carriera di allenatore e poi di commentatore tv. In Nazionale ha disputato 32 partite partecipando sia al Mondiale del 1974 in Germania Ovest sia a quell argentino del 1978.

 

 

 

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