Governo-ponte, la Meloni boccia l’ipotesi: «Siamo coerenti. FdI mai alleati con Pd e M5S»

venerdì 11 Dicembre 18:48 - di Redazione
Meloni

Stop ad inciuci. E se qualcuno, anche nel centrodestra, avesse intenzioni di farsi attrarre dalle sirene di Renzi, è meglio che ci ripensi. Non è un avvertimento quello lanciato attraverso l’Adnkronos da Giorgia Meloni, ma un semplice richiamo alla coerenza. Il termine è abbastanza desueto in un panorama politico percorso da voltafaccia repentini ed ancor più rapidi cambi di casacca. Ma c’è un limite a tutto. Tanto più se è Matteo Renzi a fare il pifferaio magico, lasciando intendere che c’è vita in Parlamento oltre il Conte-bis. Infatti, la leader dei Fratelli d’Italia gli ha subito ricordato che non è così.

La Meloni: «Se Conte cade, c’è solo il voto»

«Fdi – argomenta infatti la Meloni – per coerenza è da sempre indisponibile a far parte o appoggiare governi con Pd e/o 5stelle». Le è ben presente che «il problema di questa legislatura è l’impossibilità di formare una maggioranza senza che ci sia anche uno di questi due partiti di sinistra». Il ragionamento della presidente dei Fratelli d’Italia è lineare. «Se poi si vuole sostituire Conte – sottolinea – non saremo certamente noi a difenderlo opponendoci, ma non faremo mai parte di nessun governo con chi oggi lo sostiene».

Salvini possibilista su un esecutivo di transizione

Significa che la Meloni non vede all’orizzonte soluzioni alternative. E non è l’unica. Anche il Pd, attraverso l’intervista di Goffredo Bettini al Corriere della Sera, ha sbarrato la porta a possibili maggioranze diverse da quella attuale. Un modo come un altro per intimare l’altolà a Renzi. E se Matteo Salvini non esclude un governo di transizione per accompagnare il Paese alle elezioni, dalla Meloni arriva una bocciatura senza appello. «Lo scenario dei governi ponte – rimarca la leader di FdI – è irrealizzabile. Qualsiasi governo nascesse oggi arriverebbe a fine legislatura, e tre anni sembrano un ponte tipo quello di Messina. Questo governo reggerà comunque fino a gennaio. E se non regge – avverte – per noi si può solo votare».

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