Governo in tilt: Renzi e Conte si sfidano citando Moro. Regolamento di conti sempre più vicino

mercoledì 30 Dicembre 13:49 - di Michele Pezza
Renzi

Uno al Senato per la dichiarazione di voto sul bilancio, l’altro a Palazzo Chigi per la conferenza stampa di fine anno. Anche il caso che il duello tra Renzi e Conte proseguisse senza soste. Entrambi citando Aldo Moro (Renzi: «la verità illumina», Conte: «Ultimatum non ammissibili»). I rapporti tra il leader di Italia Viva e il premier sono ormai tesissimi. La crisi è uno scenario che nessuno è più disposto ad archiviare nel registro degli impossibilia. I boatos di Palazzo descrivono Renzi come deciso ad andare fino in fondo. Mentre il premier sarebbe tutto preso dalla volontà di stendere una rete di protezione sotto il governo, se Iv dovesse sfilarsi dalla maggioranza. I numeri ballano soprattutto al Senato, ma l’attivismo dei settori centristi lasciano al progetto di Conte un discreto margine di probabilità di riuscita.

Renzi: «Sì alla manovra, ma esecutivo agisca»

Il leader di Iv sa che non può permettersi un’altra retromarce dopo quelle già innestate all’ultimo momento nei mesi scorsi in nome della stabilità. È il motivo per cui ha puntato tutto sui contenuti dell’azione di governo. Anche oggi al Senato. Il voto favorevole alla manovra di bilancio c’è, ha premesso, «ma il governo deve dirci cosa vuol fare da grande». Il caso dolente è sempre quello del Recovery Fund. Renzi ha bollato come «privo di anima e di ambizione» il piano di Conte, sottolineando come la gestione di quei 209 miliardi rappresenti invece un’occasione irripetibile. «La finestra temporale che congela il Patto di Stabilità – ha incalzato Renzi – è ora o mai più. Noi abbiamo chiesto chiarezza sull’utilizzo dei soldi. Il governo va avanti solo se ha un progetto».

«Se il premier sta fermo, cade»

L’altro fronte caldo è il Mes pandemico: Renzi vuole utilizzarlo («può cambiare la storia della sanità italiana»), Conte no. Un indizio in più, agli occhi dell’ex-Rottamatore, per additare il premier come un ostaggio dell’immobilismo imposto dalla situazione interna al M5S. «Ma – ha avvertito in proposito Renzi – la legislatura è come una bicicletta, se si muove regge». Parole che sembrano preludere ad un inevitabile regolamento di conti nella maggioranza. Tuttavia, Conte non se ne mostra sorpreso. «Gli ultimatum – replica dalla conferenza stampa – non appartengono al mio bagaglio culturale e politico. Io sono per il dialogo e confronto e trovare una sintesi superiore per il bene del Paese».

 

 

 

 

 

 

 

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