Figuraccia sui vaccini: Arcuri e Speranza festeggiano ma l’Italia ha ricevuto meno dosi di tutti

domenica 27 Dicembre 17:03 - di Robert Perdicchi

La passerella di Domenico Arcuri e del ministro Speranza (per non parlare di quella di De Luca in Campania) sa di regime, nel giorno in cui in Europa ci si vaccina per la prima volta tutti insieme. Fuori luogo ma anche ingiustificata, dal momento che i numeri, anche sulle dosi arrivate nel nostro Paese, relegano l’Italia in fondo alla classifica europea. Non si capisce perché mentre la Germania ha ricevuto 150mila dosi, con una popolazione di 80 milioni di abitanti, l’Italia ne abbia ottenuti solo 9.750, con 60 milioni di abitanti. Una disparità di trattamente incredibile, che dimostra l’assoluta inconsistenza dell’Italia a livello internazionale. Il commissario Arcuri assicura che ne arriveranno 140mila dosi a settimana, ma intanto, secondo le stime dell’agenzia Reuters, la principale agenzia di stampa del mondo, l’Italia è fanalino di coda perfino rispetto a Paesi come Portogallo e Svizzera.

Dosi di vaccini, ecco la classifica europea

L’agenzia Reuters, il 24 dicembre, ha ricostruito la situazione delle dosi consegnate ai vari Paesi con i numeri. Impietosi, a dispetto delle parole enfatiche del governo e delle promesse che le dosi arriveranno in abbondanza nei prossimi mesi. Ad oggi, siamo messi così: Germania (150mila dosi), Italia (9.750), Francia 19.500 dosi (per 67 milioni di abitanti), Spagna (350mila dosi), Svizzera (107mila), Portogallo (80mila), Romania, Repubblica Ceca, Slovacchia e Bulgaria (10mila dosi), Ungheria (35mila), Danimarca (40mila), Norvegia e Svezia (10mila). Solo la piccola Serbia sta messo peggio di noi, con 4875  dosi di vaccino arrivate per il V-Day..

Le critiche dell’opposizione

“Non prendiamoci in giro. Questa prima giornata di vaccinazioni anti Covid è servita per tante belle foto simboliche e poco altro. La realtà è che, numeri alla mano, l’Italia ha ricevuto un quantitativo ridicolo di dosi rispetto ad altri Paesi europei e parte già rincorrendo, nonostante sia il Paese più colpito dalla Pandemia”, attacca Viviana Beccalossi, presidente del Gruppo Misto nel consiglio regionale della Lombardia.

“Mentre il V-day viene celebrato come una vittoria, a oggi abbiamo visto più carabinieri e poliziotti di scorta che dosi effettivamente arrivate in Italia, che si sommano ai 70mila uomini utilizzati per far rispettare gli italiani regole da clausura. Qualcuno dovrebbe spiegare perché nel nostro paese sono disponibili meno di 10mila vaccini, contro i 350mila della Germania e i 150mila della Spagna. Perfino l’Ungheria ne ha già il triplo rispetto all’Italia. Nella mia città, Brescia, sono arrivate meno di cento dosi, che non basterebbero nemmeno per vaccinare un condominio”, prosegue.

“Bene guardare questa giornata come l’inizio della fine di un incubo ma smettiamola di prendere in giro la gente con un retorica da regime sovietico. Servono meno proclami e più onestà intellettuale”, conclude Viviana Beccalossi.

“Ho esultato, come ogni persona ragionevole, nel vedere le immagini di medici e infermieri farsi vaccinare dai loro colleghi contro il Covid. È un gran bel giorno per l’umanità, comincia a intravvedersi la fine della lunga notte della pandemia. Domani, però, come diceva Rossella O’Hara, è un altro giorno. E i giorni che verranno devono preoccupare ogni persona di buon senso. Il programma di vaccinazioni è un mistero, non lo conosce il Parlamento ed è legittimo chiedersi se esista“. Lo scrive in una nota l’azzurro Osvaldo Napoli, deputato del direttivo della Camera del partito.

 

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