Dl sicurezza, La Russa: «Se non è diritto all’invasione che cos’è? Conte dimettiti»

venerdì 18 Dicembre 16:46 - di Giorgia Castelli
La Russa

«Se fosse possibile che una persona di un altro pianeta venisse ad ascoltare quello di cui stiamo discutendo penserebbe che questa umanità è pazza e irresponsabile». Così il senatore di FdI Ignazio La Russa intervenendo in Aula sul dl sicurezza. Mentre le persone sono divise e a oggi non sanno se potranno raggiungere i propri parenti a Natale. E gli imprenditori stanno fallendo, si stupirebbe che oggi si discute di abolire i decreti che erano stati votati da più di metà di chi oggi è nella maggioranza. Non ci vengano a dire che è nell’interesse di chi fugge da una guerra. Non abbiamo mai negato diritto di asilo, ma basta guardarsi in giro per capire che è una scusa flebile e bugiarda».

La Russa: «Ci guadagnano solo gli scafisti»

«Il dato ideologico è aboliamo le frontiere – ha aggiunto – non importa se rispetti le leggi fondamentali o no, dovunque tu sei sappi che puoi venire. Se non è un diritto all’invasione questo cos’è? Ci guadagnano solo gli scafisti e coloro che lavorano sull’accoglienza. Spezzo una lancia a favore degli immigrati veri, non dei clandestini. Con l’avvicinarsi del Natale tutti devono stare lontani. 70mila uomini delle forze armate vigileranno. Possibile che non se ne trovano 7mila per controllare chi fugge dai centri di accoglienza? Non mi piace generalizzare le responsabilità, ma c’è una persona di un governo che ha voluto questi decreti e che ora vuole abolire questi decreti, si chiama Conte», ha concluso La Russa invitando il premier a dimettersi.

Bagarre in aula sul dl sicurezza

Stamattina la seduta sul dl Sicurezza era stata sospesa dopo mezz’ora nell’Aula del Senato per una questione sollevata dal capogruppo leghista Massimiliano Romeo- Mozione quella di Romeo respinta dall’Aula, ma mentre era in corso la votazione dai banchi della Lega si sono alzati cori scanditi dalla parola “Onestà, onestà”. Poi alcuni senatori hanno occupato i banchi del governo e la presidente Anna Rossomando ha sospeso la seduta, che poi è ripresa solo per essere nuovamente sospesa poco dopo. Mancando il numero legale, infatti, i lavori sono ripresi solo nella tarda mattinata.

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