Covid, con l’arrivo dell’influenza si rischia una strage. Gli esperti: «Le multe non bastano»

domenica 6 Dicembre 12:01 - di Roberto Mariotti
Covid

«Tutti gli inverni l’influenza affolla gli ospedali. A gennaio c’è il rischio di una strage se, invece di chiudere la seconda ondata di Covid, facciamo partire la terza. Per questo serve il massimo rigore durante le feste». Ad affermarlo, in un’intervista a La Stampa, è Nino Cartabellotta, medico e presidente della Fondazione Gimbe.

Covid, mancano alcuni dati importanti

Da cosa dipendono tanti decessi? «Purtroppo mancano dei dati per rispondere. Non sappiamo per esempio dove sono morti: reparti ordinari, terapia intensiva, Rsa o casa? Solo alcune Regioni lo comunicano. E non esiste un aggregatore di queste informazioni. L’età media dei deceduti è 80 anni. Si può ricavare che la gran parte arrivi dai reparti ordinari, perché l’età media dei morti in terapia intensiva è tra 50 e 70 anni».

I dati ospedalieri aumentano

Il lockdown parziale basta per fermare i contagi Covid? «Le misure attuali sono più leggere della prima ondata. Ma tutto dipende dal tipo di verifica. L’Rt scende, ma i contagi pur rallentando continuano a aumentare e i dati ospedalieri pure. Non conosciamo ancora l’effetto reale dei provvedimenti. L’Italia tutta gialla è un grande rischio dovuto più al desiderio politico che alla realtà epidemiologica».

Covid, non basta multare i trasgressori

La multe non bastano. Lo afferma Agostino Miozzo, in un’intervista al Messaggero. «Se si ferma un soggetto e questo produce un’autocertificazione che ad una verifica risulta falsa, non puoi dargli solo la multa di 300 euro. Devi perseguirlo effettivamente con una denuncia per falso in atto pubblico. Per estremizzare bisogna portarlo di fronte a un giudice penale. Solo così non c’è il rischio si prendano sotto gamba le misure».

«Trovi sempre chi se ne frega»

«Non può passare il messaggio che si tratta di una sorta di multa per divieto di sosta. Va a finire che qualcuno che dica chi se ne frega lo trovi sempre», sottolinea. Poi aggiunge che un esodo «è assolutamente un rischio, uno o due giorni prima del 21 e poi al ritorno si vedranno belle scene».

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