Cacciari si scaglia contro il governo: «Ha fatto una sequela di errori, in Italia è meglio non nascere»

mercoledì 2 Dicembre 11:05 - di Liliana Giobbi
Cacciari

«Il modo in cui è stata affrontata la fine della prima ondata e la seconda è una sequela di clamorosi errori». Ancora una volta Massimo Cacciari va giù duro sul governo e sulla crisi economica legata al coronavirus. «Perché il liberi tutti così sconclusionato? Certo, bisognava riprendere, anche rischiando qualcosa. Ma perché le discoteche aperte? Non si poteva dire agli italiani di spendere i soldini per le vacanze all’interno dei confini? Ci voleva tanta fantasia».

Cacciari: seconda ondata largamente prevista

«Molti avevano largamente previsto la seconda ondata», continua il filosofo. «E ci siamo trovati esattamente nella stessa condizione in cui eravamo a marzo, con gli stessi casini tra governo e regioni. Se non si mette mano alla riforma delle regioni e di questo rapporto, in ogni crisi di questo tipo ci troveremo nelle medesime situazioni. Ora è ovvio che bisognerà stare attenti durante le vacanze di Natale».

«Avremo una montagna di debiti»

«Usciremo da questa crisi con una montagna di 400 miliardi di debiti che ricadrà tutta sui nostri figli e sui nostri nipoti. Questo», incalza Cacciari, «non è un paese per giovani, è un paese in cui è meglio non nascere».

Cacciari: «Milioni di lavoratori sono a spasso»

«La curva del contagio procede in un certo modo da più di un mese, si poteva dire agli albergatori chiudete, inutile riattivare gli alberghi e comprare il cibo così non buttate milioni di euro. C’è un aumento della povertà in questo paese che fa spavento, ci sono milioni di lavoratori a spasso. Io voglio sapere cosa intende fare il governo per milioni di persone alla canna del gas e cosa vuole fare con il Recovery Fund. Non voglio più parlare del Covid, che il governo continuerà a inseguire» afferma ancora.

Chi stava già male, ora sta peggio

«La grande responsabilità del governo», conclude Cacciari, «è evitare che la crisi ricada sulle spalle di chi sta male e rischia di stare ancora peggio. i precari, gli stagionali, i piccoli commercianti stavano male e ora stanno in modo indecente. Aumentano le diseguaglianze, il governo deve adottare provvedimenti che facciano ricadere la crisi su tutti, in base alle possibilità di ciascuno».

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