Bassetti: “Allucinante, servono medici e il governo blocca 24mila specializzandi. Una presa in giro”

venerdì 4 Dicembre 13:16 - di Federica Parbuoni
medici specializzandi

“È una presa in giro?”. L’infettivologo Matteo Bassetti non nasconde lo sconcerto per il caso dei 24mila giovani medici specializzandi che, dopo aver partecipato al concorso del 22 settembre, ad oggi ancora non ne conoscono l’esito. Una situazione che appare tanto più paradossale mentre “siamo in emergenza”, ha sottolineato il direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova.

Bassetti: “24mila medici bloccati. È una presa in giro”

Ventiquattromila medici si sono laureati e hanno partecipato il 22 di settembre ad un concorso per le scuole di specializzazione. Ad oggi a loro non è stata ancora comunicata la graduatoria, e questa è una cosa allucinante“, ha denunciato Bassetti, parlando con l’Adnkronos Salute. “Siamo in emergenza e abbiamo chiesto più specialisti per la rianimazione, per le malattie infettive e per la microbiologia e poi – ha sottolineato – 13mila specializzandi sono bloccati dal ministro Manfredi”. “È una presa in giro?”, ha quindi chiesto Bassetti, avvertendo che “questi giovani medici devono sapere se hanno vinto una borsa di studio, devono sapere dove devono andare e quando devono iniziare”.

Burioni: “Sono medici sottratti alla lotta a Covid-19”

Sul tema è intervenuto anche l’immunologo Roberto Burioni. “Mancano i medici, ma gli specializzandi che hanno già vinto il loro concorso sono ancora a casa per continui rinvii della loro presa di servizio. È indispensabile sbloccare la situazione e portare immediatamente queste giovani forze in corsia”, ha scritto su Twitter il fondatore di Medical Facts, rimarcando che si tratta di “medici che potrebbero entrare domani a dare il loro contributo alla lotta contro Covid-19″.

Come leggere il record di decessi

Ma Bassetti, nel suo colloquio con l’Adnkronos Salute, si è soffermato anche sull’analisi dei dati dell’andamento della pandemia, focalizzando in particolare l’attenzione sulle morti, che ieri hanno toccato il drammatico record di quota 993. “I decessi sono moltissimi, ma occorre dire che intanto è un carico che ci portiamo da 3-4 settimane. Inoltre – ha spiegato Bassetti – questo dato è relativo al picco di casi, circa 40mila, che abbiamo avuto. Se andiamo poi a vedere, circa il 5% di questi casi viene ricoverato (2mila persone circa), poi una percentuale di questi finisce in rianimazione”.

L’infettivologo: “Servirebbero più informazioni”

“L’età media dei decessi, da quello che posso vedere io in ospedale, è alta. Siamo sugli 80 anni, e questi pazienti hanno anche altre patologie”, ha chiarito il medico, spiegando che i numeri da soli non bastano e che servirebbe poter fare una lettura più completa delle informazioni. “Occorrerebbe però sapere di più: dove sono morte queste persone? In casa, in ospedale, nelle Rsa? Servirebbero dati più stratificati, capire quanti – ha concluso – avevano la polmonite o altre manifestazioni cliniche da Sars CoV-2″.

 

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