Zingaretti e il calciatore “bidone” venduto da un suo amico alla Roma: la Finanza indaga sul riciclaggio

mercoledì 25 Novembre 11:12 - di Lucio Meo

A Nicola Zingaretti, sfogliando “Repubblica“, questa mattina, sarà andato il caffé di traverso. La Finanza indaga su un’operazione di calciomercato nel quale ha avuto un ruolo, purtroppo non trasparente, a quanto pare. Avrebbe favorito, attraverso un suo amico, forse inconsapevolmente, l’acquisto di un calciatore che nelle attese doveva essere il nuovo Modric, ma che invece si è rivelato uno “bidone” clamoroso, un “sòla”, come dicono a Roma. Si tratta di Ante Coric, centrocampista croato spedito in giro per il mondo a creare plusvalenze.

Zingaretti, Coric e il Mondo di mezzo

Secondo “Repubblica“, la Roma avrebbe speso circa 8 milioni di euro alla fine di un giro che aveva visto il calciatore passare da Zagabria a Cipro e da Cipro di nuovo in Italia. Il procuratore di Coric si chiama Giuseppe Cionci, rappresentante della società Cornersport Management Srl” della quale fa parte anche Pietro Leonardi, ex dirigente sportivo radiato perché coinvolto in svariate inchieste sportive e penali e soprattutto travolto dal crac del Parma prima e da quello del Latina poi. Nell’inchiesta spunta una intercettazione in cui parla Salvatore Buzzi, l’uomo del Mondo di mezzo che pagava il Pd: “Cionci? è l’uomo dei soldi di Nicola Zingaretti”, dice. Che significa?

L’ipotesi del riciclaggio di denaro

Cionci, secondo l’inchiesta, è amico di Zingaretti ma anche consigliere del governatore sulla questione del nuovo stadio di Tor di Valle. “Alla Roma, nell’autunno 2019 – scrive “Repubblica” – vengono chiesti tutti i documenti relativi al trasferimento del croato: così le autorità italiane e quelle croate hanno cominciato una collaborazione che ha evidenziato come nelle classe del club che Coric lo ha ceduto, si siano fermati solo 2 milioni di euro. I restanti vengono spacchettati tra Dubai e Cipro, anche se non è chiaro nella disponibilità di chi. La prima ipotesi avanzata dagli addetti è quella di un’operazione di riciclaggio di denaro: qualcuno ha fatto in modo che la Roma pagasse all’estero il cartellino del giocatore con un valore gonfiato per poi vedersi restituire il surplus in nero.

La seconda ipotesi è invece quella “politica” ed ha appunto a che vedere con il doppio ruolo di Cionci. Aspirante agente di mercato, ma contestualmente amico di Zingaretti e prodigo di rassicurazioni in quella primavera del 2019 sul destino del progetto di autorizzazione dello stadio in Regione”.

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