Zaia, il virus corre e lui accelera sui test: “Tamponi pure dai veterinari. Li fanno su altri mammiferi”

mercoledì 4 Novembre 16:40 - di Filomena Auer
Zaia tamponi rapidi dai veterinari

Covid, dal governatore Luca Zaia arriva l’ultima proposta: tamponi rapidi anche dai veterinari. Il virus corre veloce, e il numero uno della Regione Veneto non vuole fermare la macchina del tracciamento. Né, tanto meno, ingolfarla. Così suggerisce un altro modo per oliare l’ingranaggio dei tracciamenti e velocizzare i controlli: fare i tamponi rapidi anche dai veterinari. Insomma, Zaia ne pensa una più del diavolo. Il governatore del Veneto, decisamente sempre sul pezzo in piena emergenza Covid, propone l’ultimo rimedio da lui individuato per accelerare e intensificare al corsa al tracciamento. E così, facendo il rituale punto sulla situazione, annuncia: «Tamponi anche dai veterinari. Ho dato mandato alla dottoressa Francesca Russo, della direzione prevenzione della Regione Veneto, di convocare i rappresentanti dei 2.450 veterinari del Veneto per chiedere la loro disponibilità a fare i tamponi. Anche i veterinari infatti – argomenta Zaia – conoscono bene l’anatomia. E i tamponi li fanno già, anche se su altri mammiferi»…

Zaia annuncia: tamponi rapidi anche dai veterinari

Non solo. Nel presentare la sua proposta, il governatore spiega che eventualmente «i veterinari potranno fare i tamponi con modalità drive in. Come stanno facendo già tanti medici». Quindi, entrando nel merito della situazione, aggiunge a stretto giro: «La decisione sulla fascia di rischio del Veneto sarà condivisa“, dice ancora Zaia, precisando che “è quanto è stato deciso ieri nell’incontro tra governo e regioni. Noi ad ora non sappiamo ancora in quale fascia siamo, attendiamo ci sia il confronto. Nelle prossime ore abbiamo però contestato per iscritto che i modelli per definire i 21 parametri non tengono conto dei tamponi rapidi. E in Veneto ne facciamo oltre 10.000 al giorno e non possono essere esclusi dal computo nel rapporto con i positivi rilevati».

Non si può rallentare la “macchina” dei tamponi

Infatti – prosegue Zaia – così la virtuosità del Veneto rischia di essere penalizzante». D’altro canto, prosegue il governatore, se rallentassimo la “macchina” dei tamponi saremmo avvantaggiati sul fronte dei parametri, ma metteremmo a rischio la salute dei cittadini. Per questo dico sempre che bisogna parametrare il numero dei positivi con i tamponi fatti, compresi i tamponi molecolari e rapidi. E poi, la maggioranza dei positivi trovati sono asintomatici. I nostri parametri di riferimento quindi sono le terapie intensive e i ricoveri».

L’importanza del concetto di “fascia”

«La mia preoccupazione non è il colore della fascia, ma soprattutto che la fascia verde venga recepita come “semaforo verde”», sottolinea il governatore del Veneto commentando il nuovo Dpcm. «Sappiamo – sottolinea infatti – che se sgarriamo, passiamo di fascia. Se verde permette il mantenimento dello status quo, passando all’arancione ci sono chiusure importanti. Fino ad arrivare, sempre più in crescendo, al lockdown. Dipende tutto da noi, da tutti i cittadini».

La pressione sugli ospedali

«Anche questa mattina abbiamo avuto più videoconferenze con i direttori delle Asl. E abbiamo constatato che c’è una pressione sugli ospedali – rileva Zaia –. Come numero di pazienti ricoverati per Covid siamo arrivati a quasi tre grandi ospedali occupati dagli infetti, con 70 persone al giorno in più. Un numero che vale un reparto ospedaliero. Così andiamo gradualmente a ridurre le attività normali nei Covid center, salvaguardando i punti nascita e i malati oncologici e psichiatrici».

«Oggi in Veneto tutti i pazienti hanno un letto»

«L’importante è che oggi in Veneto i pazienti hanno tutti un letto. Magari potrà esserci qualche ritardo nella presa in carico dei reparti, ma garantiamo a tutti le cure, “colonizzando” gradualmente gli ospedali Covid», ha spiegato Zaia. Il quale poi, in chiusura, ha ribadito come «il modello matematico continua a dirci che il picco sarà a metà novembre. Quindi, come si dice in Veneto: “Duri ai banchi e andiamo avanti», ha concluso energicamente.

 

 

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