Visoni contagiosi per il Covid, allarme anche in Italia: ecco come e dove sono allevati (video)

sabato 7 Novembre 14:43 - di Marta Lima

Anche in Italia è stata segnalata la presenza del coronavirus Sars-CoV-2 in allevamenti di visoni. Dopo l’allarme lanciato nei giorni scorsi per alcuni casi di persone infettate da una variante associata proprio a questi animali in Danimarca, a fare il punto è l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che riferisce: “Ad oggi, 6 Paesi, cioè Danimarca, Paesi Bassi, Spagna, Svezia, Italia e Stati Uniti, hanno segnalato Sars-CoV-2 nei visoni d’allevamento all’Organizzazione mondiale per la salute animale (Oie)”.

L’allarme visoni contagiosi per il Covid si allarga al mondo

In Danimarca, dove l’allarme è per i casi umani rilevati da variante associata al coronavirus del visone, le autorità hanno annunciato, fra le varie misure di sanità pubblica, l’abbattimento di tutti i visoni d’allevamento, più di 17 milioni. “Le evidenze disponibili – spiega l’Oms – suggeriscono che il virus viene trasmesso prevalentemente tra le persone attraverso goccioline respiratorie e contatto stretto” con infetti, “ma ci sono anche esempi di trasmissione tra esseri umani e animali. Diversi animali che sono stati in contatto con esseri umani infetti, come visoni, cani, gatti domestici, leoni e tigri, sono risultati positivi al test per Sars-CoV-2”.

Nello specifico, “i visoni sono stati infettati in seguito all’esposizione ad esseri umani infetti”. Questi animali “possono agire come un serbatoio di Sars-CoV-2, trasmettendo il virus” all’interno della loro specie “e possono rappresentare un rischio di propagazione del virus dal visone all’uomo. Le persone possono poi trasmettere questo virus all’interno della popolazione umana. Può inoltre verificarsi un ritorno, una trasmissione da uomo a visone. Rimane motivo di preoccupazione quando un virus animale si diffonde nella popolazione umana o quando una popolazione animale potrebbe contribuire ad amplificare e diffondere un virus che colpisce l’uomo. Quando infatti i virus si spostano tra le popolazioni umane e animali, possono verificarsi modificazioni genetiche nel patogeno”.

In Italia si allevano 200mila esemplari l’anno

E’ la Lav la Lega antivivisezione, ad aver, da tempo, denunciato gli allevamenti lager dei visoni e ad aver fatto la stima della quantità di capi presenti sul territorio nazionale e destinati alle pellicce e all’abbigliamento. Secondo la Lav, inItalia, tra Lombardia, Emilia Romagna e Veneto si allevano oltre 200.000 visoni ogni anno nelle ultime 20 strutture ancora attive: qui, questi animali trovano una morte lenta e dolorosa, in speciali camere a gas, con il monossido o il biossido di carbonio.

Per motivi del tutto estranei al contagio da Covid, in Europa già 8 Paesi Regno Unito, Olanda, Austria, Slovenia, Croazia, Bosnia ed Erzegovina, alcune regioni del Belgio e la Germania hanno vietato l’allevamento di animali “da pelliccia” mentre in Italia tre Proposte di Legge sono ferme dal 2013.
Qualche giorno fa la Lav aveva segnato la presenza di visoni infetti in un allevamento.

Ecco il video della Lav sugli allevamenti lager dei visoni.

 

 

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