Scuola, Clementi: «Gli studenti fanno bene a protestare». I presidi: «Siamo al punto zero»

sabato 28 Novembre 12:22 - di Gianluca Corrente
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«Io sono per aprire la scuola. Nessuno in Europa le ha chiuse, anche con situazioni epidemiologiche con Covid-19 peggiori dell’Italia. Sono i ragazzi che ci chiedono di riaprire ed è una cosa bellissima. Fanno bene a protestare contro una didattica esclusivamente a distanza». Ne è convinto Massimo Clementi, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Irccs ospedale San Raffaele.

Scuola, Clementi: bisogna dare sostegno ai ragazzi

L’esperto offre il suo sostegno morale ai ragazzi che in questi giorni hanno portato avanti una protesta silenziosa per riavere il diritto di frequentare la scuola. «L’Italia ha avuto paura non per quello che la scuola ha rappresentato. Perché – checché ne dica qualcuno – le scuole non hanno di per sé rappresentato un incremento di casi nel nostro Paese. Poi, certo, non abbiamo trasporti e altre strutture che devono girare intorno all’apertura. Ma avremmo dovuto attivare il trasporto pubblico potenziandolo anche con quello privato. Ci sono 20mila autobus per le gite scolastiche che non faremo, avremmo potuto migliorare la situazione».

Anche gli studenti universitari in difficoltà

Clementi pensa ai suoi studenti universitari. «Anche loro sono dispiaciuti di questa pseudo didattica a distanza», dice. «Che sarebbe un grosso e importante ausilio se fosse complementare ma non sostitutiva della didattica in presenza. Al di là delle nozioni, che si recuperano, è la vita stessa, la socialità che stiamo togliendo a questi ragazzi. Non mi hanno sorpreso le loro garbate proteste, ma le ho giudicate positivamente. Non sono sorpreso perché sento i discorsi che fanno. Partecipo alle loro conversazioni. Ed è bellissimo che siano così consapevoli».

I presidi: ci sono questioni imprescindibili

«Da settimane, ormai, abbiamo segnalato tre questioni imprescindibili», ribadisce Antonello Giannelli, il presidente dei presidi. «Innanzitutto servono i supplenti a scuola, ne mancano ancora molti. È un problema a macchia di leopardo. Ma per capirlo basta vedere quanti istituti non riescono ancora a garantire il tempo pieno. O comunque, per i più grandi, l’orario completo».

Scuola, i punti su cui agire

Non solo. «Per riaprire le classi serve un vero potenziamento del trasporto pubblico locale. Le scuole hanno fatto tanto per mettersi in sicurezza e ora dobbiamo vedere, di nuovo, la ressa dei ragazzi sui bus appena escono da scuola?». E poi: «Potenziare anche i rapporti con le Asl, laddove non sono efficaci. Servono i presidi ad hoc, per intervenire con i tamponi e il tracciamento dei casi sospetti. Abbiamo chiesto più volte di organizzare dei presidi medici, anche nelle scuole, con l’aiuto della protezione civile. Altrimenti passa troppo tempo e con le quarantene le scuole si bloccano di nuovo».

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