Sarkozy alla sbarra, il “Gallo nano” rischia 10 anni per corruzione di un magistrato

lunedì 23 Novembre 15:00 - di Roberto Frulli

EliseoTempi duri per Nicolas Sarkozy. Dopo la sgradevole scoperta che Obama lo aveva soprannominato “gallo nano” e ne parlava così di lui in privato ridicolizzandolo, ora l’ex-presidente francese si vede costretto pure a presentarsi oggi alla sbarra in Francia come imputato.

Uno schiaffo notevole per il borioso marito di Carla Bruni. Non solo perché Sarkozy dovrà rispondere dell’accusa, infamante di corruzione. Ma anche perché è la prima volta nella storia della Republique che un ex-presidente sarà processato in un’aula di tribunale.

I magistrati parigini accusano l’ex-inquilino dell’Eliseo di aver provato a carpire notizie riservate, attraverso il suo storico avvocato Thierry Herzog, da un alto magistrato della Corte di Cassazione francese, Gilbert Azibert.

La moneta di scambio della corruzione fra Sarkozy e e il magistrato Azibert – anche lui finito ora davanti ai suoi ex-colleghi per essere processato – sarebbe stato un incarico prestigioso e molto appetibile nel Principato di Monaco. Incarico che, tuttavia, alla fine non è andato al magistrato. Ciò non toglie, secondo i giudici parigini, che la faccenda vada punita.

Alla sbarra, piuttosto affollata, è finito, ovviamente, anche l’avvocato storico di Sarkozy, Thierry Herzog. Che sarà processato assieme al “Gallo nano”. In un processo penale che per l’ex-presidente francese non è proprio una passeggiata: lui è il suo avvocato rischiano una pena che può arrivare anche fino a 10 anni di carcere.

Non è tanto la possibile pena di dieci anni che rischiano Sarkozy ed i suoi prestigiosi complici ad eccitare i media francesi per un processo che si preannuncia prima di tutto clamorosamente mediatico quanto il fatto che la faccenda non ha precedenti nella storia recente della Republique.

Jacques Chirac, il precedente inquilino dell’Eliseo, venne sì condannato, nel 2011 a due anni di carcere – salvo poi ottenere la sospensione della pena – per peculato, reato commesso quando era sindaco di Parigi. Ma non è mai stato trascinato in Tribunale sotto i riflettori delle telecamere.

Lo salvarono da questa ulteriore umiliazione le sue problematiche condizioni di salute.

Non andrà così, invece, al “Gallo nano”. L’uomo che nell’ottobre del 2011 se la rideva, con la Merkel, dell’Italia e di Silvio Berlusconi, al vertice europeo di Bruxelles. Il tempo è galantuomo.

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