Rousseau, indagine della Procura sui 120mila euro arrivati da M5S

martedì 3 Novembre 17:48 - di Roberto Frulli

M5SC’è un’indagine della Procura di Milano sui rapporti finanziari fra M5S e Associazione Rousseau.

I magistrati milanesi, secondo quanto apprende l’Adnkronos da fonti giudiziarie, starebbero svolgendo accertamenti sulla vicenda dei 119.800 euro trasferiti dal “Comitato eventi nazionali”, già “Comitato Italia 5 Stelle” – che organizzò la festa di “Italia 5 Stelle” a Rimini nel 2017 – all’Associazione Rousseau.

Il fascicolo aperto contro ignoti è, al momento, sul tavolo della pm Alessia Menegazzo, la quale, spiegano le stesse fonti, sta valutando il titolo di reato.

Con un esposto presentato a giugno, l’avvocato dei dissidenti grillini Lorenzo Borrè aveva chiesto alla Procura di valutare l’operato del Comitato Italia 5 Stelle del 2017 in merito alle informazioni fornite al pubblico al momento della raccolta delle donazioni per la kermesse di Rimini e al trasferimento dell’avanzo di cassa in favore dell’Associazione Rousseau presieduta da Davide Casaleggio.

“Quel Comitato fu creato da Casaleggio, Massimo Bugani e David Borrelli, i quali erano anche soci di Rousseau, ovvero l’Associazione che poi avrebbe beneficiato di quel versamento“, spiegò Borrè al momento della presentazione dell’esposto.

Attualmente, però, Bugani e Borrelli non fanno più parte del “board” di Rousseau.

Secondo l’avvocato, i simpatizzanti che nel 2017 contribuirono all’organizzazione della festa con le loro donazioni non potevano sapere che le eccedenze sarebbero state devolute a Rousseau, perché all’epoca dei fatti l’atto costitutivo del Comitato non era stato pubblicato sul sito del M5SM5S.

Cosa che, rimarca Borrè, “accadrà solo in seguito alla presentazione dell’esposto“.

L’articolo 16 dell’atto costitutivo prevede infatti che “se allo scioglimento del Comitato dovessero restare fondi a disposizione, questi verranno devoluti all’Associazione Rousseau“.

Il caso nel M5S era esploso nel dicembre 2019, quando l’Adnkronos raccontò dei dubbi sollevati dai parlamentari per il passaggio di quei 120mila euro dal Comitato all’Associazione che gestisce la piattaforma telematica del Movimento 5 Stelle (dato contenuto nel bilancio 2018 di Rousseau).

Alle accuse interne Rousseau aveva replicato ribadendo la correttezza del proprio operato.

“A inizio 2018 il Comitato è stato chiuso. E, come prevedeva lo statuto, l’avanzo è andato all’Associazione Rousseau”, sostiene l’organizzazione.

“Tutti i donatori sapevano dunque – aggiunge – quale sarebbe stata la finalità dei soldi donati e dove sarebbero finite le eccedenze, dato che da quando esiste Rousseau è prassi farlo per ogni Comitato del Movimento 5 Stelle“.

Ma nel comunicato “non viene spiegato come i donatori potessero effettivamente esserne a conoscenza, visto che all’epoca non era pubblicato sul sito“, obietta Borrè.

Una prassi, quella della devoluzione delle giacenze a Rousseau, abolita dopo le proteste degli eletti, come nel caso dello statuto Comitato le rendicontazioni, dove la clausola che destinava le eccedenze a Rousseau è stata modificata davanti al notaio: in caso di scioglimento le rimanenze andranno infatti al Microcredito. E non più all’Associazione di Casaleggio, contro cui lo stato maggiore del Movimento ha ingaggiato negli ultimi tempi un braccio di ferro sulla gestione della piattaforma web.

“Vorrei solo che fosse chiaro che non si tratta delle “Italia 5 Stelle” organizzate da me. Per il resto, non conoscendo come sono andati i fatti, mi astengo dal commentare”, reagisce la capogruppo M5S in Regione Lazio Roberta Lombardi, componente del Comitato di Garanzia 5 Stelle, interpellata dall’Adnkronos a proposito dei 119.800 euro.

“Confido che la magistratura faccia totale chiarezza sulla gestione dei fondi da parte dell’Associazione Rousseau e dei vari Comitati che hanno organizzato gli eventi del Movimento 5 Stelle”, auspica il deputato M5S Fabio Berardini.

”Tutta questa situazione proviene dal fatto – ricorda Berardini – che il Movimento 5 Stelle non ha mai gestito i soldi attraverso il proprio tesoriere designato dallo Statuto ma ha sempre utilizzato Comitati formati ad hoc facendo poi transitare tutte le somme nelle casse dell’Associazione Rousseau. È ora che si faccia chiarezza”.

“Non si può continuare a seguire la linea del silenzio consenziente rispetto ai rapporti che legano il Movimento a Rousseau – tuona il deputato M5S Giorgio Trizzino. – Gli avanzi di gestione di qualsiasi attività congressuale vanno all’ente promotore (leggi M5S) e non certo all’agenzia congressuale (leggi Rousseau)”.

”È davvero inquietante apprendere che 120mila euro che altro non sono che soldi non spesi in occasione dei congressi, anziché tornare nelle casse del Movimento siano confluiti in quelle di Rousseau. A meno che questi fossero i patti”.

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