Renzi cita a giudizio Davigo per le frasi durante la trasmissione di Floris (video)

mercoledì 18 Novembre 19:40 - di Roberto Frulli
RENZI_QUERELA_DAVIGO_PER_LE FRASI DA FLORIS

Matteo Renzi cita a giudizio l’ex-pm Pier Camillo Davigo per quanto detto dal famoso magistrato di Mani Pulite oramai in pensione durante l’ultima puntata della trasmissione Di Martedì condotta da Giovanni Floris su La7.

Il tema della puntata era il giustizialismo e lo scambio di domande e risposte fra Floris e Davigo si era focalizzato su Renzi. Che già in passato si è attaccato con l’ex-esponente del Consiglio Superiore della Magistratura.

“Il senatore Matteo Renzi ha dato mandato ai propri legali di citare in giudizio il dottor Pier Camillo Davigo – fa sapere l’Ufficio stampa di Italia Viva – per le frasi da lui pronunciate durante la trasmissione Di Martedì condotta da Giovanni Floris”.

“Credo talmente nella magistratura che ho deciso di agire in sede civile contro il dottor Davigo per le sue affermazioni a Di Martedì” – ha poi commentato Renzi su Twitter. – Vedremo i suoi colleghi giudici cosa faranno davanti alle evidenti falsità delle affermazioni del dottor Davigo #TempoGalantuomo“.

Riferendosi a Renzi che, in passato, lo ha accusato di essere il campione dei giustizialisti, Davigo aveva infatti sottolineato ieri sera in trasmissione: “Mi sono chiesto se Renzi sa di cosa parla. Ha detto che io violo la Costituzione, in particolare la presunzione di innocenza, quando io ho detto che ci vorrebbe cautela quando uno è raggiunto da indizi o prove di reati. Lui quando era presidente del Consiglio fece approvare una legge per il licenziamento immediato dei furbetti del cartellino, io mi aspettavo solo la cautela, lui il licenziamento in tronco senza giudizio. Poi sono io quello poco garantista. Mah”.

“Però – lo stuzzica Floris rispolverando la questione del prestito da 700.000 euro chiesto nel 2018 dall’ex-presidente del Consiglio al suo amico imprenditore Riccardo Maestrelli che, tre anni prima, nel 2015, era stato nominato dallo stesso politico toscano nel Cda di Cassa Depositi e Prestiti – lei ha anche paragonato la vicenda della casa di Matteo Renzi a quello che succedeva in Germania dove il presidente tedesco si è dimesso per molto meno. Perché?”.

“Certo – ha replicato pronto Davigo – perché il presidente della Repubblica Federale Germania si dimise per avere chiesto un prestito ad un suo amico. Come ha fatto Renzi. La differenza è che Renzi ha nominato il suo amico nel Consiglio di amministrazione della Cassa Depositi e Prestiti“.

“Però dottor Davigo lei sa – ribatte Floris – che prima è stato nominato e, poi, è arrivata la casa. Non c’è un collegamento temporale”.

“Ma io non ho mica detto che era un reato di corruzione – obietta l’ex-pm. – Dico semplicemente che i funzionari pubblici non hanno solo il dovere di essere onesti ma devono anche apparirlo, di non dare luogo a sospetti”

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