“Me viè da piagne… Ma che sarà” L’ultimo abbraccio della sua Roma a Gigi Proietti (video)

5 Nov 2020 14:29 - di Stefania Campitelli

Applausi interminabili, occhi lucidi e una grande compostezza per l’ultimo saluto della sua  Roma a Gigi Proietti. Morto all’alba del 2 novembre nel giorno del suo 80esimo compleanno. I funerali del grande mattatore si sono svolti in forma privata a causa del covid nella Chiesa degli Artisti a piazza del Popolo (sono stati trasmessi in diretta su Rai1 a partire dalle 9,20). Prima un lungo corteo funebre ha attraversato le vie della Capitale a lutto per l’ultimo abbraccio. Con centinaia di romani, dispiegati in ali di folla lungo via dei Fori Imperiali, via del Corso, via del Tritone, via Veneto, nel cuore di Villa Borghese.

L’ultimo saluto di Roma a Gigi Proietti

Il feretro, scortato dalle forze dell’ordine in moto, è partito dalla clinica Villa Margherita sulla Nomentana, dove Proietti si è spento. Poi ha a raggiunto il Campidoglio per l’omaggio istituzionale della Capitale. In macchina ci sono la moglie Sagitta Alter e le figlie Carlotta e Susanna. La tappa sotto la statua di Marco Aurelio è stata scandita dal lungo applauso dei tanti romani raccolti nella piazza. Assente la sindaca Raggi, positiva al Covid, è stato il presidente dell’assemblea capitolina, Marcello De Vito, ad omaggiare il feretro.  Dopo  il saluto militare il carro che accompagna l’attore è ripartito  verso l’ultima tappa:  il suo Globe Theatre a Villa Borghese. Salutato da un lungo e interminabile applauso da centinaia di persone comuni, che da ore stazionavano ai bordi di Villa Borghese, il feretro (solo rose rosse sulla bara) è entrato nel teatro che sarà intitolato al grande attore scomparso. Il teatro elisabettiano che ha creato e guidato per 17 anni nel cuore di Villa Borghese e  che riuniva soprattutto giovani per assistere alle opere di Shakespeare.

Veltroni: “Ti sentivi intelligente, ridendo”

Ad accogliere la moglie e le figlie l’ex sindaco di Roma Walter Veltroni. “Gigi ha lavorato ogni giorno per tutti.  C’era sempre qualcosa di profondo dietro le sue smorfie. Ti sentivi più intelligente ridendo”, ha detto Veltroni ricordando l’amico.

Il ricordo di Enrico Brignano

Poi gli omaggi di Marisa Laurito, Pino Quartullo, Edoardo Leo, Paola Cortellesi, Enrico Brignano. “Maestro mio, è arrivato il momento dei saluti”, ha esordito  Brignano, suo allievo, che per lui ha composto un breve sonetto.  “Sei stato il nostro riparo ogni volta che ne avevamo bisogno. Ti ho amato senza remore, cercando di assorbire ciò che potevo, ogni volta che ti avevo vicino. Vederti sul palco è sempre stato un privilegio. Grazie“.
La Cortellesi si è rivolta invece alla moglie Sagitta e alle figlie. “Che meraviglia deve esser stato aver accanto Gigi Proietti. E che peso enorme deve esser stato doverlo sempre condividere con tutti gli altri. Io sono una come tutti gli altri, eppure ho ricordi indelebili legati a lui. A 5 anni avevo già consumato la cassetta di ‘A me gli occhi please’, in casa ripetevo a memoria tutti i passaggi. I miei genitori mi portavano a vederlo a teatro. E  in platea capii che volevo fare questo mestiere.  Sapevo di esser stata l’ennesima… Oggi a proteggervi ci siamo noi, che non lo dimenticheremo mai”.

I funerali nella Chiesa degli Artisti di piazza del Popolo

Il  corteo funebre ha quindi raggiunto la Chiesa degli Artisti per le esequie blindate  a causa dell’emergenza covid. Che ha impedito a Gigi il bagno di folla riservato ad Alberto Sordi e Fabrizio Frizzi. Soltanto 60 le persone autorizzate a entrare nella basilica per assistere all’ultimo saluto. Gli amici più stretti, gli artisti e gli attori nati e cresciuti nel suo laboratorio. Ma i romani ci sono. Assiepati dietro le transenne. “Abbiamo dormito qui, siamo qui per lui”, “Gigi era il numero uno, con lui se ne va un pezzo di storia, nessuno lo dimenticherà” . “Era il mio attore preferito. Era un pezzo de Roma, de sta città”, dice una signora di Testaccio.

“Me viè da piagne. Ma che sarà. Ciao Gigi, esempio di romanità”

“Me viè da piagne… Ma che sarà… Ciao Gigi, esempio di romanità”, è il lungo striscione affisso dai romani a Piazza del Popolo.  Accanto, anche una bandiera della Roma, di cui l’attore era un fiero tifoso. Tra i primi ad entrare in chiesa, Rodolfo Laganà, che ha ricordato il suo maestro  come “una vera e propria istituzione”. Enrico Brignano, raggiunto dai giornalisti, non riesce a trattenere le lacrime. “Scusatemi, ma è difficile parlare. Sentiamo un vuoto che non sappiamo neanche che cosa è.  Scusate”. Presenti, tra gli altri, Nicola Zingaretti,  Dario Franceschini, Enrico Vanzina, Paolo Bonolis, Maurizio Mattioli Bruno Conti, Marisa Laurito, Fiorelli,  l’ad della Rai Fabrizio Salini.

Don Insero: “Era un uomo mite, colto e raffinato”

“Gigi era un uomo mite, paziente, colto, raffinato, un uomo pacifico, per nulla vendicativo”, ha detto don Walter Insero, rettore della Chiesa degli artisti. “Ha messo a frutto la sua intelligenza dopo aver fatto un teatro d’avanguardia, a favore di una spettacolarità più popolare. Ha voluto essere un artista popolare. Una scelta rischiosa. Ma si rivedeva nella fragilità degli uomini, ne sapeva sorridere, esaltandola”. Il sacerdote ha ricordato la profonda umanità di  Proietti, la sua religiosità, la nascita nel quartiere del Tufello, il padre originario di Amelia, la madre di Amatrice. “Era fiero della messa in latino.  Sul suo palcoscenico si ripeteva la profondità poetica della liturgia”.

All’uscita dalla chiesa  un lungo applauso ha accompagnato il passaggio del feretro. Lacrime e commozione da parte di tutti i presenti, familiari, amici, colleghi e i romani posizionati dall’altro lato della Piazza e in ogni angolo della strada. Dalle finestre “Ciao Gigi. Non ti dimenticheremo”. “Non poter essere lì è un dolore, Gigi. Quel luogo è magico, quel luogo sei tu. Mi stringo ai tuoi cari e al tuo ricordo capace di unirci tutti. Oggi piangiamo ma il nostro cuore ride fra Mandrake e Tòto, pensandoti in qualche modo finalmente abbracciato a Petrolini. Ciao, Maestro”, scrive su Twitter Lino Guanciale.

 

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