La rivincita di Zaia: «Quando parlai di quarantena per chi veniva dalla Cina mi diedero del razzista»

mercoledì 11 Novembre 9:57 - di Roberto Mariotti
Zaia

«Sulla Cina penso sia fondamentale che si faccia chiarezza». Lo afferma Luca Zaia a Fuori dal coro su Rete4. «Non emetto giudizi ma credo che si debba fare chiarezza», ribadisce rispondendo a una domanda sulle possibili responsabilità di Pechino nella diffusione del coronavirus.

Zaia e la questione dei bambini cinesi

«Quando il 3 febbraio proposi la quarantena per i bambini che tornavano dal capodanno cinese prima di reinserirli a scuola apriti cielo. Sembrava un atto di razzismo estremo», dice il governatore del Veneto. «Oggi se diciamo che un bambino è in quarantena è una cosa normale».

«In Veneto ci siamo organizzati bene»

Nell’emergenza, «il governo ha dato un’impostazione assolutamente centralista e verticistica. Ha adottato questa politica dei Dpcm esautorando le Regioni fin dal primo giorno. Noi stiamo lavorando per evitare un lockdown. In Veneto ci siamo organizzati bene. Abbiamo ampliato le terapie intensive da 400 a oltre 1000 e sub intensive e infettive a 1800 posti letto. Non solo, abbiamo chiuso 10 ospedali per trasformarli in covid center. E i pazienti stazionano meno in ospedale rispetto a marzo».

«Bisogna guardare bene i numeri»

«Il virus c’è», continua Zaia. «Sta mordendo, ma abbiamo metà positivi rispetto a marzo, su una base di tamponi uguale. Bisogna guardare bene i numeri ma questo non vuol dire abbassare la guardia».

Zaia e la telefonata di Mattarella

Precedentemente, durante una conferenza stampa, Zaia ha raccontato della telefonata, a sorpresa ricevuta da Mattarella. «Mi ha chiamato il capo dello Stato per chiedere informazioni su come sta andando, se ci sono problematiche», ha spiegato Zaia. «Ho detto quello che ho detto a voi. L’ho ringraziato per l’interesse, ho parlato lungamente della situazione.Ho spiegato che la vera preoccupazione sono i comportamenti dei pochi che rischiano di inficiare i sacrifici di molti». Infine, la battuta: «Lo slogan potrebbe essere: uno spritz in meno per evitare il lockdown».

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