È morto Alfredo Pigna, storico conduttore della Domenica Sportiva (video)

giovedì 19 Novembre 19:18 - di Laura Ferrari
Alfredo Pigna

È morto a Roma, all’età di 94 anni, Alfredo Pigna. Storico volto della Rai e del giornalismo italiano. Dopo una lunga militanza nei giornali, passo’ alla Rai dove condusse la Domenica Sportiva e fece il telecronista di sci e vela. Nato a Napoli il 6 giugno 1926, ha legato la sua carriera Rai allo sci alpino.

Un volto storico della tv in bianco e nero

Alfredo Pigna raccontò le imprese della valanga azzurra guidata da Pierino Gros e Gustavo Thoeni, e dello sci alpino, in particolare l’ascesa e il successo di Alberto Tomba. Sin dai primi successi nel 1987, passando per le storiche imprese ai giochi olimpici di Calgary del 1988 (doppio oro del campione bolognese). Tra il 1970 e il 1990 ha seguito Olimpiadi, Campionati mondiali, Coppa America e alcuni Giri d’Italia. Nella sua lunga carriera ha vestito anche i panni dello sceneggiatore, condividendo una lunga amicizia con Dino Buzzati: i due collaborarono alla stesura de Il fischio al naso di Ugo Tognazzi tratto da un racconto dello stesso Buzzati. Pigna è stato anche autore di diversi libri tra i quali spiccano dei libri “Il Romanzo delle Olimpiadi”, “I padroni della Domenica”, il “I Re dei Ring” e “Monaco ’74”.

Alfredo Pigna aveva vissuto per anni su una barca

Alfredo Pigna ha avuto una vita degna di un romanzo d’avventure. Primogenito di tre sorelle (Dora, Zora e Marò) rimane orfano di guerra a 14 anni (il padre morì a Tobruk il 16 dicembre 1940) e si laurea in legge nel 1949 mantenendosi agli studi facendo lo scaricatore di porto, il marinaio e l’autista di camion nella Napoli occupata dalle truppe alleate. Scrive il suo primo romanzo, Baid, nel 1949, racconto degli anni della guerra.
Nel 1950 lascia Napoli ed emigra a Milano inizia a lavorare staccando biglietti alla Fiera Campionaria e poco dopo comincia a collaborare come cronista a Milano-Sera. Da lì una carriera inarrestabile nel campo del giornalismo e della cultura. Pigna era vissuto per anni su di una barca (la leggendaria Intrepido), un relitto di peschereccio ristrutturato e ci e era andato a vivere con moglie e figli. Un giornalista e un galantuomo di altri tempi, che mancherà a tutti.

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