Di Maio parla dei migranti. Il bello addormentato (si fa per dire) si sveglia: «Fermiamo gli sbarchi»

mercoledì 4 Novembre 11:51 - di Viola Longo
di maio migranti

C’è arrivato anche Luigi Di Maio: se fai passare il messaggio che il tuo Paese è un colabrodo e che i migranti che sbarcano restano, alla fine diventerai un enorme campo profughi. E la sicurezza nazionale tua e dei tuoi vicini sarà fortemente a rischio. Certo, gli ci sono voluti giusto quei tre immondi attentati jihadisti nel cuore d’Europa, ma pare esserci arrivato. Quello che però il ministro degli Esteri non sembra spiegarsi è come questo messaggio possa essersi diffuso rispetto all’Italia. Che mica il suo è il governo che ha smantellato il decreto sicurezza, coccolato le Ong e urlato alla disumanità di chi chiedeva regole e controlli

«Pensano sia facile sbarcare in Italia». Chissà perché…

“L’ho detto in più occasioni: si è diffusa l’idea che sia facile sbarcare in Italia e questo messaggio va contrastato con una risposta europea, altrimenti rischiamo di implodere nella situazione di emergenza in cui già ci troviamo”, ha detto Di Maio intervistato dal Corriere della Sera. “È sbagliato accostare il richiedente asilo al terrorista. Vanno separati i diritti dalla minaccia. Ma che un rischio ci sia lo dimostrano i fatti“, ha finalmente preso atto il ministro, aggiungendo che “i Comuni stanno andando in sofferenza” e “l’Italia è stata aiutata troppo poco nell’emergenza sbarchi”. “Lampedusa – ha scoperto Di Maio – è la frontiera di tutti e 27 gli Stati membri”.

 I migranti? «Un tema di sicurezza nazionale»

“Non possiamo più sostenere questi flussi, è un tema di sicurezza nazionale“, è stata quindi la formidabile scoperta del ministro degli Esteri del governo che ha smantellato il decreto Sicurezza, spalancato le braccia alle Ong e, di fatto, spianato la strada ai trafficanti. Guai, però, a pensare che Pd e M5S possano avere una qualche responsabilità. “È un problema che ci trasciniamo da sempre, che esisteva anche con i decreti sicurezza, perché gran parte degli sbarchi sono fantasma, di piccole imbarcazioni, difficili da intercettare”. “Quindi strumentalizzare il tema è inutile”, ha sottolineato Di Maio, evidentemente avendo già dimenticato sia il ragionamento sui messaggi che si mandano sia i numeri degli sbarchi, che per il mese di ottobre hanno fatto segnare un picco che non si registrava da due anni.

Di Maio si sveglia dal sonno

Il tutto mentre l’emergenza sicurezza si somma all’emergenza sanitaria. “Nelle ultime 48 ore sono sbarcati 1.700 migranti. Già siamo in forte sofferenza per la pandemia, non possiamo permettercene un’altra”, ha detto Di Maio, chiedendosi: “Ma come si può riuscire a gestire l’arrivo di quasi 1.700 migranti in 48 ore con il Covid sulla testa?”. Ecco, appunto, si può? No, ovviamente. E ora se ne accorge anche lui, sollecitando un intervento dell’Europa anche sul tema dei rimpatri. “Non solo dovrebbero essere coordinati dall’Ue, ma gli stessi rimpatri vanno fatti a spese dell’Unione europea. Bisogna abbattere il muro dei viaggi illegali. Chi vuole entrare in Europa deve poterlo fare solo legalmente”, ha concluso Di Maio, giusto un tantino tardivamente.

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