Covid, il virus entra nel monastero delle suore trappiste di Vitorchiano: 22 le religiose contagiate

martedì 17 Novembre 19:15 - di Chiara Volpi
Covid nel monastero di suore trappiste

Il contagio da Covid non conosce limiti. Stando anche all’ultimo bollettino, appena reso noto dal Ministero della Salute, non c’è presidio che tenga. Non c’è clausura che possa scongiurare il rischio epidemico. Dunque, tra le notizie di oggi, anche quella delle 22 suore trappiste del Monastero di Vitorchiano risultate positive all’interno delle sacre mura nel Viterbese, dove è in corso l’indagine epidemiologica».

Covid, il virus penetra in monastero: 22 suore trappiste contagiate

La nota dell’l’assessore alla Sanità e l’integrazione sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato, recita: «Nella Asl di Viterbo si registrano 83 nuovi casi e si tratta di casi isolati a domicilio. O con link familiare. Oppure a contatto di un caso già noto. Ventidue casi sono con link al monastero di suore trappiste a Vitorchiano». Ma anche quelle poche parole. La freddezza matematica dei numeri. Persino il linguaggio sanitario, scarno ma esaustivo, a cui siamo ormai abituati, non scongiurano la paura: di sentirsi impotenti e indifesi di fronte a un virus che dilaga ed entra anche in quelle roccaforte più chiuse al mondo esterno come un monastero di clausura.

Il virus espugna anche un luogo di isolamento e clausura

Il virus, insomma, è riuscito a penetrare anche nel celebre convento delle suore trappiste, un baluardo della fede che sembra inespugnabile. E che fino a ieri sembrava anche impossibile da contagiare. E invece, anche tra quelle mura inaccessibili, dove regnano il silenzio e la preghiera. Anche in quelle stanze, dove le religiose si dedicano alla vita contemplativa. Dove, tra celebrazione del rito e studio, la vita di comunità si alterna alla solitudine del raccoglimento meditativo. E dove il lavoro manuale, specialmente quello agricolo – (i monasteri trappisti sono rinomati per i loro frutteti, vigneti e uliveti) – si aggiunge a quello più “artistico” della realizzazione di immaginette. Tra cori liturgici e canti gregoriani, il virus ha trovato il modo di insinuarsi. E di attaccare quella fortezza sacra, luogo di isolamento e clausura per eccellenza…

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