Covid, gli infermieri ai ristoratori: «Saremo noi ad aiutarvi. Non vi abbiamo dimenticato»

domenica 1 Novembre 15:15 - di Liliana Giobbi
infermieri

Erano bardati dalla testa ai piedi, gli infermieri. A marzo e ad aprile assistevano i malati di Covid-19, fronteggiando in prima linea la grave emergenza sanitaria. E i ristoratori mandavano di tutto, dai cornetti alle pizze, dai dolci ai pasti di ogni tipo. Quei doni non li dimenticano, arrivavano in un momento tragico, di disperazione. E adesso gli infermieri hanno deciso di ricambiare il gesto. «A marzo ci avete aiutato. Adesso noi veniamo per colazioni, pranzi e cene d’asporto». L’iniziativa lanciata dal sindacato Nursind Pisa prende piede e coinvolge anche i colleghi della Lombardia.

Gli infermieri in aiuto dei ristoratori

Tutti al fianco dei ristoratori. Come? «Andando a consumare e ad acquistare cibo da asporto nei locali che durante la prima ondata ci hanno sostenuto ». A spiegarlo sono i promotori dell’iniziativa. Durante la prima ondata di Covid-19 in reparto alcuni esercenti facevano arrivare persino la spesa. Gli infermieri, stremati, al termine del turno non riuscivano neppure ad andare al supermercato, raccontano. Ricordi indelebili di un incubo che ritorna.

Quando loro cucinavano gratuitamente

«Nella provincia di Monza e Brianza», continua Nursind Lombardia, «era stata istituita una vera e propria macchina della solidarietà culinaria. I ristoratori, aiutati da un team di volontari, per tutto il periodo della prima emergenza hanno cucinato gratuitamente a pranzo e a cena. L’hanno fatto in una grande cucina da campo. E facevano arrivare i pasti negli ospedali del territorio e presso le Croci».

L’invito agli infermieri

«Preziosa anche la collaborazione dei negozianti del settore del beauty che hanno regalato quantità industriali di creme per le mani». Adesso, commenta Donato Cosi, segretario di Nursind Lombardia, «veniamo noi in vostro aiuto». Nursind Lombardia ha già girato l’invito a tutti gli infermieri «facendolo diventare virale», spiegano. «Durante la prima emergenza che ci ha trovati tutti impreparati a combattere a mani nude contro un virus sconosciuto. Voi non ci avete abbandonato. Vi siamo grati per tutto quello che avete fatto. Ogni mattina ci avete dato il buongiorno con cornetti e altre delizie. A pranzo e a cena ci avete fatto trovare pasti caldi e gustosi facendoci sentire la vostra presenza».

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