Covid e virologi in tv, arrivano le pagelle sulle loro performance. E il voto del pubblico li boccia

lunedì 30 Novembre 16:03 - di Filomena Auer
Covid e virologi in tv

Covid e virologi in tv: un indagine analizza la loro capacità di comunicazione e l’impatto sul pubblico. E allora, coerenza. Presenza. Indice di allerta: per gli esperti in tv arrivano le pagelle stilate da un’indagine di Reputation Science, società specializzata nell’analisi e gestione della reputazione. Le direttrici del report proposto seguono ovviamente le coordinate di un binomio ormai arcinoto: quello che lega Covid e virologi. Declinato però alle performance televisive di medici e scienziati. E analizzato secondo una serie stringente di parametri che vanno dall’impatto mediatico alle soluzioni proposte per affrontare l’epidemia. Passando per il fattore che incrocia il dato “analisi dei dati” con quello delle conseguenti dichiarazioni pubbliche. Il verdetto è tutto da leggere…

Covid e virologi in tv: le pagello nello studio di Reputation Science

E allora, volendo riassumere al massimo e ridurre lo studio al podio: Fabrizio Pregliasco risulta il più coerente. Andrea Crisanti il più “presente”. Come anticipato, il verdetto sulla quantità e qualità della comunicazione di virologi, ricercatori e medici italiani in materia di Covid-19, arriva dall’indagine di Reputation Science, che ha passato in rassegna le dichiarazioni pubbliche degli esperti dal 1 febbraio al 20 novembre. Selezionandone oltre 120 con un impatto mediatico significativo, che hanno generato più di 70.000 contenuti online tra web e social network.

Covid e virologi in tv: Crisanti il più “presente”

Dunque, in base alle rilevazioni e all’incrocio dei dati del report, sul fattore “presenza” al primo posto si piazza il microbiologo e virologo dell’Università di Padova Crisanti che, nei 3 periodi analizzati (febbraio-maggio; giugno-agosto; settembre-novembre), resta in cima alla classifica dello share. E sia nel secondo, che nel terzo periodo. Rispettivamente con il 20% e il 18%. Mentre i primi mesi della pandemia vedevano sul podio Roberto Burioni con il 26%.

Fabrizio Pregliasco il più “coerente”

Quanto all’indice di coerenza, espresso in una scala da 1 a 10, Fabrizio Pregliasco, con 9,67, totalizza il punteggio più alto. Seguito con poco distacco da Franco Locatelli (9,11). Quindi troviamo Matteo Bassetti (8,02). Massimo Galli (7,57). Antonella Viola (7,49). Walter Ricciardi (6,41). Roberto Burioni (4,21). Alberto Zangrillo (4,13). Ilaria Capua (3,95). L’indice di coerenza più basso è dei 3 esperti le cui dichiarazioni sono state più incoerenti nel periodo di riferimento preso in esame: al decimo posto Giorgio Palù con un indice di coerenza di 3,09. All’undicesimo Andrea Crisanti (3,05). Al dodicesimo Maria Rita Gismondo (0,75).

Ecco chi sono i più prudenti e più temerari

Reputation Science ha poi esaminato il “campione” delle oltre 120 dichiarazioni rilasciate ai media attraverso 3 indici numerici: l’indice di allerta (ovvero l’opinione media dell’esperto in merito alle soluzioni per contenere la pandemia). E il grado di coerenza tra le varie opinioni espresse nel tempo da ciascuno. Ebbene, l’indice di allerta è stato valutato secondo una scala che va da -5 (misure di contenimento minime) a +5 (misure di contenimento massime). Le posizioni degli esperti occupano la quasi totalità del range: si va da quelle più prudenti di Pregliasco, Ricciardi, Galli, Locatelli e Burioni (+4,5/+3,5) a quelle totalmente opposte di Zangrillo (-2) e Bassetti (-3).

I voti sugli esperti per lockdown e coprifuoco

Nel dettaglio, per 6 virologi su 12 il virus Sars-CoV-2 è molto pericoloso, gli altri 6 hanno affermato almeno una volta che non ha un’elevata mortalità. Il lockdown trova il favore di 3 quarti del campione. Mentre un quarto è contrario. Favorevoli al coprifuoco solo 6 esperti. Più di un virologo su 2 non ritiene affidabili i dati diffusi dal governo sull’andamento della pandemia. Persino sull’App Immuni, strumento pubblicamente sostenuto dal governo per monitorare il contagio, non vi è unanimità: lo ritengono utile solo 8 virologi su 12.

Ma cosa ne pensa il pubblico di spettatori?

Ma entrando nel vivo dell’indagine, cosa ne pensa il pubblico di telespettatori dei virologi quotidianamente in tv? Dei tanti infettivologi, microbiologi e medici italiani, divenuti con la pandemia vere “star” dei media e del web? È presto detto. Dopo mesi di bombardamento mediatico. Tra rassicurazioni e allarmi, consigli e istruzioni per l’uso, viene fuori gli esperti hanno dato ai cittadini-spettatori-utenti troppe informazioni spesso incoerenti e contrastanti fra loro. Il verdetto non proprio positivo sulla comunicazione degli “esperti” in materia di Covid-19 arriva sempre dall’indagine di Reputation Science. Ebbene, i principali risultati dell’analisi hanno fatto emergere non solo un volume di contenuti estremamente rilevante, ma anche un doppio livello di incoerenza nelle dichiarazioni rilasciate.

Gli analisti: «non è un sondaggio sul loro gradimento»

Non solo infatti molti esperti hanno cambiato approccio nei vari mesi. Ma in generale il pubblico avrebbe assistito a una forte divergenza tra le opinioni riguardo alla gravità della pandemia e alla severità delle misure di contenimento. E questo potrebbe aver confuso ulteriormente i cittadini. Un verdetto non proprio tondo, quello sancito dallo studio. Ma che gli addetti ai lavori tendono a specificare – come evidenzia Andrea Barchiesi, Ceo di Reputation Science – che «non si tratta infatti di un sondaggio sul loro gradimento, ma di una misurazione analitica dei contenuti che riprendono le loro dichiarazioni pubbliche». Cambiando l’ordine dei fattori, però, il risultato dato dalla somma tra informazioni date e confusione generata, ci sembra rimanere lo stesso...

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