Covid, critiche agli spot tedeschi: “Ecco quello che non vi dicono” (video)

giovedì 19 Novembre 14:52 - di Viola Longo
spot tedeschi covid

Giunti alla terza puntata, gli spot anti Covid voluti dal governo Merkel per invitare i giovani tedeschi a stare a casa continuano a dimostrarsi un successo anche al di fuori dei confini della Germania. L’idea di un finto documentario, ambientato in un ipotetico futuro, in cui degli anziani raccontano come siano diventati eroi semplicemente stando sdraiati su un divano, “pigri come procioni”, ha infatti riscosso un grande apprezzamento per l’originalità e l’ironia. Non tutti, però, sono concordi nel considerarli tout court un’idea vincente.

Le polemiche in Germania

In Germania alcune critiche sono state sollevate per l’uso di un’estetica troppo simile a quella dei documentari sulla Seconda guerra mondiale; altre per il fatto che questa narrazione screditerebbe l’impegno di quanti sono in prima linea nella lotta al virus; altre ancora hanno riguardato l’effettiva resa comico-artistica degli spot. “Mi sono guardato dei vecchi video di Mel Brooks e poi gli ‘allegri video del governo’. Confrontandoli mi sono messo a piangere”, ha scritto su Twitter il pianista Igor Levit.

Critiche anche in Italia agli spot tedeschi anti Covid

In Italia è stato il vicedirettore de La Verità, Francesco Borgonovo, ad affrontare il tema con un’ampia riflessione fuori dagli schermi. «Più poveri, meno sani e più infelici. La parabola degli “eroi fannulloni”» è il titolo dell’articolo nel quale avverte sui rischi connessi a quel tipo di comunicazione. Borgonovo, infatti, scavalca il tema dell’efficacia immediata delle clip per concentrarsi sul messaggio che presenta come attitudini positive, perfino eroiche, la pigrizia, l’appagamento del “godimento immediato” (rappresentato dal consumo di cibo spazzatura ordinato dal divano), il quasi totale azzeramento delle “relazioni reali”, l’esclusione dell’idea che se i giovani possono fare gli “zombie addivanati” è perché qualcuno sta lavorando al posto loro.

Borgonovo: “Ecco quello che gli spot non vi dicono”

“Ai giovani destinatari dei video germanici – è l’accusa di Borgonovo – non viene detto che un domani, grazie alla ‘eroica pigrizia’ e alla benemerita chiusura totale, potrebbero faticare a trovare un impiego decente. Dovranno magari adattarsi a lavori scadenti e malpagati. E se li rifiuteranno non ci sarà più la tv a lodarli, ma un politico che li accuserà di essere ‘choosy’ e piagnoni“.

“Non ci saranno filmati sulle virtù del pollo fritto portato dai rider. Ma pubblicità martellanti che li inviteranno a consumare meno calorie, onde risultare più scattanti e produttivi. Stare in casa in telelavoro o ad attendere un reddito di cittadinanza – ha avvertito il vicedirettore de La Verità – non sarà più un piacere, ma una condanna. Gli ‘eroi fannulloni’, da vecchi, saranno più poveri, meno sani e più infelici. E sai che risate quando lo scopriranno”.

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