Conte ci organizza anche il Natale: «In troppi il raccoglimento spirituale non viene bene»

venerdì 13 Novembre 13:26 - di Marzio Dalla Casta
Conte

Prima i consigli al piccolo Tommaso di Cesano Maderno su come accogliere Babbo Natale, ora le prescrizioni agli italiani su come organizzarsi per la festa più attesa dell’anno. A spiegarci la fava e la rava Giuseppi Conte ci ha preso gusto. Fino a calarsi nei panni del guru o, meglio, del santone che dispensa disposizioni per l’anima. Con il pretesto del Covid, ovviamente. Ma sentiamolo il premier al meeting della Cgil: «Natale non è solo shopping, fare regali. A prescindere dalla fede religiosa è senz’altro anche un momento di raccoglimento spirituale e farlo con troppe persone non viene tanto bene».

Conte s’improvvisa autorità religiosa

Capito? Se lo prendessimo alla lettera, in chiesa non dovrebbe andarci più nessuno. Soprattutto quando il richiamo di festività le affolla di fedeli. Come a Pasqua e – appunto – a Natale. Tutta quella gente si distrae a vicenda con buona pace del raccoglimento spirituale, che così – assicura Conte – «non viene bene». E ora chi glielo dice a Papa Francesco di questa esondazione laica a danno della sponda destra del Tevere? Un inedito assoluto. Già, perché da sempre siamo abituati a tracimazioni in senso contrario, cioè dal Vaticano verso i Palazzi della politica. «Libera Chiesa in libero Stato», consigliò Cavour sul letto di morte. Poi arrivò Mussolini e fu il Concordato, prima recepito nella Costituzione antifascista e poi rinnovato da Craxi.

Roba da Stato etico

Nessuno, tuttavia, poteva immaginare che un giorno il capo del governo, cioè Conte, avrebbe stabilito come far trascorrere il Natale agli italiani. E non sulla scorta dei rischi legati all’emergenza, come pure sarebbe normale, ma sulla base di «valutazioni spirituali». Roba da sciamano più che da premier. E da Stato etico più che da Stato di diritto. Sia come sia, l’ex-Avvocato del popolo ci prova sempre: prima con la pretesa di stabilire gli «affetti stabili», poi vietando gli inviti a casa e ora organizzando per tutti il cenone della Vigilia e quello di San Silvestro. Non c’è più tempo: subito dopo quella del Covid, dovremo sbarazzarci dell’emergenza-Conte.

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