Calabria, il compagno “negazionista” Zuccatelli tira in ballo il fascismo: “Mi hanno messo nel tritacarne”

mercoledì 25 Novembre 14:34 - di Lucio Meo

Non è colpa delle sue “perle negazioniste“, no, è la solita congiura mediatica e politica, magari con il contributo dell’opposizione. Il “compagno” Zuccatelli rompe il silenzio sul pasticcio della sanità calabrese. “Io ho un’opinione di me e del mio ego che è diversa da quella che è apparsa sui mass media, ma su questo non mi voglio esprimere perché non ho titoli per farlo”. Lo dice all’AdnKronos Giuseppe Zuccatelli, rispondendo a una domanda sulla possibilità che, alla luce dell’ennesimo rinvio, le sue dimissioni da commissario alla sanità calabrese, chieste dal governo, per la frase sull’”inutilità” delle mascherine, possano essere state un errore. Intanto, il caos sulla nomina del nuovo commissario alla sanità in Calabria, prosegue…

Zuccatelli tuona contro i metodi “fascisti”

“Io sono un uomo delle istituzioni – aggiunge -, un servitore dello Stato. Non sono intervenuto durante il tritacarne mediatico per rispetto di chi mi ha nominato. Mio padre, che ha fatto la guerra ed è stato in campo di concentramento, mi diceva ‘siccome io ho vissuto il fascismo, ricordati che le istituzioni democratiche sono come la salute, ti accorgi della loro importanza quando perdi la democrazia’. Quindi le istituzioni vanno rispettate”.

Subito dopo Zuccatelli spiega: “Io non ho accettato di parlare coi giornalisti per chi mi ha difeso e chi mi ha nominato, e infatti il presidente del Consiglio, che io ringrazio, e il ministro Speranza, che ringrazio, mi hanno sostenuto. Poi, quando la violenza mediatica è arrivata a un punto tale che anche le istituzioni mi hanno chiesto le dimissioni, un secondo dopo le dimissioni erano sul tavolo del ministro”.

Quanto al possibile “pentimento” di chi gli ha chiesto le dimissioni, Zuccatelli replica: “Questo va chiesto non a me ma al governo e al ministro, al presidente del Consiglio. Non sono titolato a poter dare questo tipo di risposta”.

Subito dopo Zuccatelli spiega: “Io non ho accettato di parlare coi giornalisti per chi mi ha difeso e chi mi ha nominato, e infatti il presidente del Consiglio, che io ringrazio, e il ministro Speranza, che ringrazio, mi hanno sostenuto. Poi, quando la violenza mediatica è arrivata a un punto tale che anche le istituzioni mi hanno chiesto le dimissioni, un secondo dopo le dimissioni erano sul tavolo del ministro”.

“Mi hanno fatto diventare una macchietta per Crozza”

Poi, sull’ipotesi che a questo punto, dopo i continui rinvii, nessuna persona capace accetterà più di rivestire il ruolo di commissario, come affermato ieri anche dal procurare di Catanzaro, Nicola Gratteri, Zuccatelli afferma: “Le rispondo per me. Sono un manager della sanità pubblica che ha deciso di portare la sua esperienza e professionalità a disposizione di una regione che deve ricollegarsi, ricucirsi con il servizio sanitario nazionale del resto del Paese, e questo è stato lo spirito con cui a gennaio sono andato in Calabria. Ho operato nell’esclusivo interesse della regione Calabria e dei calabresi”.

Infine, sugli ultimi due nomi forse “saltati” per la carica di commissario, vale a dire quelli di Narciso Mostarda e Luigi Varratta, Zuccatelli conclude: “Non conosco questi due dirigenti della pubblica amministrazione, ma posso dire che si è venuta a determinare una situazione per cui, per quanto riguarda me, è stata messa in luce una figura macchiettistica da cui Crozza ha tratto un’imitazione incredibilmente perfetta”.

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