Brumotti aggredito e minacciato (video). Meloni: «Lo spaccio a San Basilio va fermato con ogni mezzo»

martedì 24 Novembre 15:05 - di Luisa Perri
San Basilio
«Ti devono proprio tagliare la gola, ti devono ammazzare”. Nuove minacce e insulti per il coraggioso Vittorio Brumotti. Guardate come gli spacciatori di droga continuano a vendere morte sulle strade del quartiere San Basilio, a Roma. Nemmeno l’emergenza coronavirus impedisce loro di delinquere. Questo degrado va fermato a tutti i costi: non possiamo permettere che i cittadini perbene vivano nel terrore».

Meloni sulla sua pagina Facebook

Così Giorgia Meloni sul servizio di Striscia andato in onda ieri sera su Canale 5. Brumotti voleva proseguire la sua missione di liberazione dalle piazze dello spaccio di droga, questa volta nel quartiere romano di San Basilio. L’accoglienza riservata all’inviato di Striscia, getta una luce inquietante su un quartiere ostaggio dei delinquenti. C’è stato bisogno del massiccio intervento delle forze dell’ordine per evitare che la situazione degenerasse in una vera e propria caccia all’uomo.

San Basilio, supermarket della droga

«Qui c’è un vero e proprio supermarket della droga, uno dei più grandi in Europa, aperto 24 ore su 24 e gestito dalle potenti ‘ndrine calabresi e dalla mafia albanese”, racconta Brumotti. Che comunque ha portato a casa un risultato. Molti pusher sono stati fermati e con loro – almeno per qualche ora – le attività di spaccio. Una battaglia che a San Basilio è combattuta anche da don Antonio Coluccia, il prete sotto scorta che da mesi cerca di riappropriarsi del territorio e che Brumotti ha intervistato: “Presidiamo questo luogo tutti i giorni da quattro mesi e cerchiamo di fare prevenzione, ma per molti dei residenti io sono ancora il prete infame».

Spacciatori col reddito di cittadinanza

Inutile dire che, negli ultimi anni, nonostante le chiacchiere al vento della sindaca Raggi e della giunta grillina, San Basilio è sprofondata più che mai nel degrado e nella delinquenza. In particolare negli ultimi tempi, governo rossogiallo e giunta M5s, hanno creato il terreno di coltura ideale per gli spacciatori. Molti di loro godono anche del reddito di cittadinanza. Altri sono usciti grazie ai permessi concessi da Bonafede. Le politiche di Raggi e Conte sono state davvero provvidenziali per i delinquenti del quartiere.

 

 

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