Bollettino da incubo: i contagi sfiorano quota 40mila, con 425 vittime. Picco di positivi in Lombardia

sabato 7 Novembre 18:50 - di Redazione

Ancora in aumento la curva dei contagi. Preoccupanti i dati del bollettino odierno sulla diffusione del covid in Italia. Record di nuovi casi che sfiorano i 40mila. Sono 39.811 i contagi registrati  nelle ultime 24 ore e 425 i decessi. Secondo i dati diffusi dal ministero della Salute complessivamente salgono a 902.490 i contagiati, comprese vittime e guariti. Mentre il totale dei morti è purtroppo di 41.063. I ricoverati in terapia intensiva sono 2.634 (+119 rispetto a  ieri). Nelle ultime 24 ore i tamponi effettuati sono stati 231.673. I guariti complessivi salgono a quota 328.891 (+5.966 da ieri).

Record di contagi: sfiorano i 40mila, 425 morti

La regione più colpita resta la Lombardia con un boom di 11.489 nuovi casi. Sopra la soglia dei 4000 il Piemonte (4.437) e la Campania (4.309). Picco in Veneto con 3815 positivi in più nelle ultime 24 ore. Lieve calo nel Lazio dove su 30mila tamponi si registrano 2.618 nuovi casi.  Ieri i nuovi positivi erano stati 2699 su quasi 29mila tamponi eseguiti. I decessi nelle ultime 24 ore sono stati 27 (ieri erano 26), mentre i guariti sono stati 239. Record anche in Toscana. L’Emilia-Romagna supera la soglia dei 2mila.

Ricciardi: il virus corre con un andamento esponenziale

Non sono incoraggianti i commenti di Walter Ricciardi, ordinario di Igiene alla Cattolica di Roma. Che invita le Regioni a fornire dati precisi e accurati. Con 39.811 nuovi casi e 424 morti “il virus sta correndo. E l’epidemia ha un andamento esponenziale”, dice il consigliere scientifico del ministro della Salute per il covid. “Vediamo un raddoppio dei casi ogni 15 giorni. Se in precedenza le misure assunte erano insufficienti, ora stiamo andando nella giusta direzione. Ma occorreranno tre settimane per vederne gli effetti”.

Le Regioni devono fornire dati chiari e accurati

In questo quadro – aggiunge Ricciardi – “è assolutamente già prevista la possibilità di realizzare delle piccole zone rosse. Su territori particolarmente colpiti. Un sistema che in passato si è già dimostrato efficace. Quello che dobbiamo comprendere è che ‘il sistema dell’Italia a tre colori’ è l’ultimo tentativo per evitare un lockdown nazionale”. Liquida così le forti polemiche sul sistema a 21 indicatori che ha tripartito il territorio nazionale. “I dati nuovi sarebbero peggiori – dice – l’epidemia sta avendo un andamento esponenziale. Per questo dal 7 ottobre sollecitavo nuove misure mirate”. Misure – spiega il medico – basate su un unico sistema che collega automaticamente i dati epidemiologici con l’operatività. Ma il nuovo meccanismo – spiega con un pizzico di polemica – necessita di un elemento chiave: dati di qualità forniti dalle Regioni, che hanno il dovere di inviare informazioni accurate. “Ecco, quello che si verifica è che alcune Regioni sono più accurate e rapide, altre forniscono i dati tardi e male”, Quanto alla possibilità delle Regioni di ‘ritoccare’ i dati, Ricciardi risponde: “Voglio sperare che sia da escludere una cosa del genere”.

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