Zangrillo: «Basta tamponi a casaccio. I giovani sono stati accusati ingiustamente e brutalmente»

giovedì 29 Ottobre 10:10 - di Gianluca Corrente
Zangrillo

«Farsi un tampone a casaccio per stare tranquilli o perché si ha qualche linea di febbre non ha senso. Il tampone serve per tracciare. Serve per delle evidenze utili a isolari cluster, nuclei sociali o familiari». L’ha affermato Alberto Zangrillo, primario di anestesia e rianimazione dell’ospedale San Raffaele di Milano. Ospite de #ilcafFLEdelmercoledi, non ha usato mezzi termini.

La testimonianza di Zangrillo

JIo sono testimone», le sue parole, «di centinaia di persone che, dopo essere risultate negative al tampone, dopo un paio d’ore o di giorni non erano più nella stessa condizione. E nel frattempo non si erano comportate con giudizio, allentando le misure di tutela verso se stessi e gli altri. Quindi come sempre, il mio è un richiamo al buon senso».

I due elementi fondamentali

«La preparazione a un fenomeno pandemico necessita di due cose fondamentali. Una è la nostra capacità di organizzarci dal punto di vista culturale e delle conoscenze per saper dare risposte. L’altra è quella fondamentale di avere un sistema sanitario strutturato. E il nostro Ssn non lo è», ha detto Zangrillo. Perciò bisogna «intraprendere al più presto un piano strategico strutturato, finanziato, pluriennale. E dare così risposte progressive a tutte le nostre lacune».

Le criticità del sistema

«È inutile negare che la situazione del Nord è diversa dal Sud», ha sottolineato. «E nell’emergenza Covid non siamo preparati perché manca soprattutto la strutturazione del sistema sanitario territoriale. Quando la gente arriva in ospedale è perché non trova risposte nelle tappe precedenti. Ma mettere a livello ottimale il sistema richiede anni, e un’estate non basta».

Bisogna stare tranquilli

«Il messaggio che deve passare all’opinione pubblica è che dobbiamo stare tranquilli. L’Italia sta reagendo in modo positivo, il coronavirus non è un fenomeno italiano ma europeo e mondiale. Noi siamo stati un modello, nonostante gli errori che abbiamo commesso nella prima fase», ha incalzato Zangrillo.Quanto ai tamponi antigenici veloci «funzionano e hanno un’attendibilità molto elevata».

Zangrillo difende i giovani

Infine, il medico ha spezzato una lancia in favore dei più giovani. «Sono stati ingiustamente e anche brutalmente accusati di essere la causa di tutto. Ma loro sono il futuro. Gli stiamo togliendo tutto o quasi tutto come la possibilità di aggregarsi e socializzare a scuola. Dobbiamo dargli mandato di occuparsi di propri genitori, dei propri nonni, zii e amici anziani. Questo sarà meglio di qualsiasi lockdown».

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