Scontro tra Azzolina e le Regioni sulla scuola: non vuole chiudere, ma i contagi vengono da lì

martedì 13 Ottobre 14:31 - di Adele Sirocchi

La ministra Lucia Azzolina ora fa l’irriducibile, spalleggiata dal Pd. Sulla scuola non si torna indietro. Lezioni in presenza e tutti a scuola negli stessi orari. Meglio spiare cosa avviene nelle case degli italiani piuttosto che andare incontro alle richieste delle Regioni, in particolare portate avanti da Bonaccini e Zaia. Cosa chiedevano? Qualche ora di didattica a distanza per quelli dell’ultimo anno di superiori oppure orari scaglionati per alleggerire i trasporti pubblici. 

Scuola, il problema dell’affollamento dei mezzi pubblici

Già, perché il problema dei trasporti pubblici troppo affollati non è un’invenzione del momento ma uno dei temi che il Comitato tecnico scientifico ha messo sul tavolo come causa della ripresa dell’epidemia con numeri allarmanti. E ci si affolla sui mezzi pubblici per andare a scuola. Ma il governo non vuole sentire parlare di modifiche a orari e lezioni. Azzolina ha detto no – così riporta il Corriere – sostenendo che i contagi nelle scuole sono sotto controllo. 

Scuola, Azzolina ha detto no alle Regioni

E oggi il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia rincara la dose: “Gli studenti devono andare a scuola. Senza discussione”, ha detto a ‘Radio anch’io’. “Tra le tante proposte arrivate sul tavolo da alcune Regioni, c’era anche l’ipotesi in quelle aree in cui il trasporto pubblico è aggravato da una forte pressione, di provare a far spostare l’orario dell’inizio delle lezioni o, alternativamente, ipotizzare la didattica a distanza per qualche ora per i ragazzi più grandi, del quarto e quinto anno. Era solo una proposta, non c’è stata proprio discussione”.

Azzolina: tenere la scuola aperta è la priorità

E la stessa ministra Lucia Azzolina è tornata sul punto, ricordando che tenere aperta la scuola è la priorità. “La comunità scolastica sta dando il massimo per garantire diritto allo studio dei nostri piccoli e dei nostri giovani – ha detto – E dobbiamo esserne tutti fieri. In questo momento serve responsabilità da parte di ciascuno di noi. La scuola è troppo importante, è la cosa più importante, tenerla aperta è la priorità. Questo richiede sacrifici, certo, ma li faremo tutti insieme per il bene della scuola”.

Fontana: i contagi aumentano per la riapertura delle scuole

Attilio Fontana, presidente della Lombardia, che continua a essere la Regione più colpita dal virus, esprime tutto il suo rammarico per l’impuntatura del governo sulla scuola: “Nel leggere, finalmente, il Dpcm, prendo atto con rammarico che non vengono affrontati temi fondamentali come la didattica a distanza per le classi superiori e l’affollamento dei mezzi pubblici, laddove l’inizio delle scuole e la mobilità pubblica si sono rivelati due degli aspetti che più hanno influenzato l’aumento della curva epidemiologica”.

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