Pensionato tenta di saltare la fila gridando: “Ho la febbre”. Denunciato per procurato allarme

venerdì 9 Ottobre 17:54 - di Guido Liberati
pensionato febbre

Il genio italico per saltare la fila? Lo ha incarnato un anziano pensionato di Pescara. L’uomo è entrato all’ufficio postale e ha detto a voce alta di avere febbre e altri sintomi Covid, generando il panico tra i presenti, al punto che è stato necessario l’intervento prima dei carabinieri e poi del personale sanitario. Accertato che la temperatura corporea era regolare, ha ammesso di aver mentito con l’obiettivo di evitare la fila.

È accaduto in un ufficio postale di Pescara

Alla fine è stato denunciato. Protagonista dell’episodio, avvenuto stamani a Pescara, alle Poste di via Monti, è un uomo che dovrà ora rispondere di procurato allarme. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri del Norm della Compagnia di Pescara, che hanno riportato la calma tra i presenti e richiesto l’intervento degli operatori sanitari. Sottoposto a controllo ed accertato che non aveva la febbre, l’uomo non ha potuto fare altro che dire la verità.

Il pensionato con la finta febbre rischia grosso

Quando militari e sanitari sono arrivati hanno misurato la temperatura al 73enne. L’uomo, per sua fortuna, e di chi gli stava intorno, non aveva alcun sintomo del coronavirus. Il pensionato ha infine ammesso con i carabinieri che aveva detto di avere la febbre soltanto per evitare la lunga attesa: i militari lo hanno perciò denunciato per procurato allarme e rischia l’arresto fino a sei mesi o un’ammenda da 10 a 516 euro.

Il Covid e il procurato allarme

Non è il primo italiano a passare guai giudiziari con l’accusa di procurato allarme per il Covid. A maggio, in provincia di Caserta, un impiegato è stato licenziato per procurato allarme e insubordinazione nel pieno della pandemia. “Ho solo comunicato che mia moglie poteva essere un soggetto a rischio”, ha spiegato il 50enne. L’uomo, dopo la segnalazione, ha concordato con l’azienda una settimana di stop lavorativo. Il tutto per attendere i risultati dell’indagine epidemiologica che hanno visto coinvolta la moglie, infermiera in un carcere dove sono stati riscontrati tre casi di coronavirus.

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