Palamara radiato dalle magistratura. Giusto così, ma paga da solo le colpe di tanti

9 Ott 2020 15:45 - di Mario Landolfi
Palamara

Radiato dalla magistratura. La massima sanzione prevista. E, per di più, applicata per la prima volta nei confronti di un ex-consigliere del Csm nonché ex-presidente dell’Anm, il sindacato delle toghe. Per Luca Palamara non poteva finire peggio. Quando questa orribile vicenda di promozioni e nomine decise in base ad appartenenze e non al merito è scoppiata, Palamara disse che non avrebbe mai accettato di fare da «capro espiatorio». Ma proprio questo sembra essere il suo destino. Paga da solo, come se avesse fatto tutto da solo e come se a lui solo interessasse il “sistema“. Chissà se la sezione disciplinare del Csm che lo ha condannato, accogliendo la richiesta della Procura generale della Cassazione, si è soffermata su tale aspetto.

Palamara ha favorito nomine e promozioni

Al momento, Palamara sembra tenere botta. «I valori che mi hanno portato ad essere magistrato – equità, senso civico e amore per la giustizia – sono gli stessi che connoteranno il mio operato da oggi in poi», ha commentato a caldo. Sul fronte politico le reazioni non hanno tardato a farsi attendere. «E su Ermini nulla dire?», ha polemicamente chiesto Francesco Giro, riferendosi all’attuale vicepresidente del Csm in quota Pd. Il forzista si riferisce ai colloqui intercettati sul cellulare di Palamara dal trojan iniettato dai pm di Perugia che lo indagano per corruzione, con i deputati Lotti e Ferri. I tre, presenti anche altri magistrati, parlavano appunto della nomina di Ermini alla vicepresidenza di Palazzo dei Marescialli.

L’ex-pm Nordio: «Processo stalinista contro di lui»

Anche il grillino Nicola Morra esorta il Csm ad uscire fuori dalla logica del capro espiatorio: «Non si può punire la punta dell’iceberg e dimenticare il resto», avverte il presidente della commissione Antimafia. Chiedono invece di fare luce sui rapporti tra l’ormai ex-magistrato e Nicola Zingaretti i consiglieri leghisti del Lazio. «Le intercettazioni telefoniche – sottolineano in una nota  – hanno evidenziato un sodalizio ambiguo, una frequentazione che va assolutamente chiarita anche alla luce di incarichi assegnati e ricoperti negli anni scorsi». Parla invece di «processo stalinista»  per la decisione di non ascoltare testi a difesa del radiato  Carlo Nordio. «La sentenza così affrettata – aggiunge l’ex-pm – mi ricorda quella del generale Fromm che condannò e fece fucilare von Stauffenberg con processo sommario. Sperando che non lo coinvolgesse. Poi però non la fece franca neanche lui».

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Giuseppe Forconi 23 Ottobre 2020

    La magistratura sembra un covo di cani di razza che al momento sono tutti intenti nel cercare di mordersi la coda nella speranza che non ci arrivino.
    Eppure sono tutti adulti, laureati, padri di famiglia, benestanti ecc. ecc. e non si capisce come non riescano ad uscirne fuori da questa melma che li tiene affogati o con il fiato sospeso. Basterebbe che tutti d’accordo chiamassero i vertici del “PD” dichiarandosi fuori dai sporchi giochi di partito e tutto finirebbe, e vedrebbe appunto, i vertici del “PD” in galera. Possibile che non lo capiscono ? Ma lo sanno che anche Sansone mori’ con tutti i filistei ?

  • Francesco Ciccarelli 10 Ottobre 2020

    Leggo le parole di Nordio: Fromm e von Stauffenberg cospirarono contro Hitler per salvare la Germania dalla distruzione totale. Speriamo che nessuno faccia paragoni per elevare Palamara al rango di eroe nazionale!

  • silvano bussi 10 Ottobre 2020

    Fratelli d’Italia propone una commissione parlamentare d’inchiesta sul funzionamento della magistratura? Almeno, dalla lista di chi vota contro si capirebbe chi è ricattato …

  • Cervohold 10 Ottobre 2020

    E’ finita come previsto fin dall’inizio, per il PD e il pensiero comunista stalinista chi tradisce la causa va azzerato e fatto sparire in tutti i modi…………….la sentenza invece dimostra quanto sia intensa l’unità di intenti tra Magistratura e PD e spiega il perché un 20% di inquirenti domina e comanda sull’80% di giudicanti.

  • Giovanni Di Pietro 10 Ottobre 2020

    Cosa fanno i Signori del opposizione ? Lasciano correre? Non è questo un elemento per far crollare tutta la marcia impalcatura ? Se così non fosse la collusione è dietro l’angolo.

  • Carlo Papa 10 Ottobre 2020

    Una volta tanto sono d’accordo con il grillino morra. Tutti i magistrati che hanno usufruito del sistema correntizio che fine fanno? Al di là di questa triste vicenda l’attuale situazione (sia normativa e sia giudiziaria) aiuta l’Italia a crescere? Ad esempio quante imprese estere non investono più in italia perché dopo avere vinto un appalto sanno che potrebbero subire il danno della sospensione dei lavori disposta dal tar per il ricorso presentato dal concorrente che non ha vinto la gara. L’esecuzione dell’opera comunque dovrebbe essere ultimata ed eventuali illegittimità commesse dall’appaltatore e definitivamente accertate regolate solo con gli eventuali risarcimenti danni.