Attenti, il caso delle intercettazioni di Palamara con altri membri del Csm rischia di essere insabbiato

26 Mag 2020 10:18 - di Maurizio Gasparri
Palamara Csm

La vicenda delle intercettazioni dell’ex pm Palamara con altri membri del Csm e con noti giornalisti rischia di essere incredibilmente derubricata, se non addirittura insabbiata. È scandaloso che la magistratura, per puro spirito di autodifesa, non abbia aperto fascicoli o assunto iniziative su quanto emerso sulla base di intercettazioni che non lasciano spazio a dubbi o interpretazioni. Quanto abbiamo letto è sconcertante. Si profila con certezza l’attentato ad organi costituzionali dello Stato, perché tale è il Csm.

Il Csm, le toghe e le campagne d’odio

Nella fattispecie sono anche applicabili le norme che colpiscono le associazioni segrete, visto che tale è infatti il lavorio condotto da magistrati e giornalisti all’insaputa di tutti. Si tratta di applicare quella logica che, dalla legge Anselmi in poi, è stata giustamente invocata ad ogni pie’ sospinto, ma in alcuni casi in maniera ridicola, perché abbiamo visto parlare di P3 e P4 anche a proposito di personaggi che dalla campagna raggiungevano la Cassazione con lattine d’olio.

Chiarire il ruolo dei giornaloni della sinistra

In quei casi subito si è parlato di una “P qualsiasi cosa”, mentre ora si tace incredibilmente su quanto sta emergendo e che, in realtà, era noto da tempo. Attentato ad organi costituzionali, associazione segreta, indagini e manette. Anche perché si possono reiterare i reati, occultare prove. E sarebbe anche il caso di mettere sotto accusa un’altra categoria chiamata in causa da queste intercettazioni, ovvero i sempre puri e sempre rigorosi giornalisti di cronaca giudiziaria dei giornaloni di sinistra.

Stampa e magistratura

Abbiamo avuto la conferma di come certe relazioni discutibili tra stampa e magistratura possano avere anche influenzato l’informazione, andando oltre la normale ricerca delle notizie, ma rivelando una vera e propria strategia. Palamara addirittura sembra abbia potuto indirizzare le notizie da pubblicare e quelle invece da occultare. Vicende sconcertanti che si commentano da sole. Lo stesso silenzio rosso di vergogna della Federazione nazionale della stampa dice più di tante parole.

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